I GRAMMOFONI

DISCHI PATHE La Pathe ha prodotto una vasta gamma di dischi
in diverse dimensioni. Nella foto una copia da 20 e una da
50 centimetri ed un dischetto pubblicitario del diametro di
4 centimetri.
Capitolo
2:
Con
il disco trionfa il grammofono
Il disco era già stato proposto da Cros e studiato da altri
inventori, Edison compreso, ma abbandonato per la
difficoltà di garantire un adeguato sistema di lettura su
un tracciato a spirale. Il primo a ottenere risultati
soddisfacenti è Emil Berliner, un tedesco emigrato in
America, inventore di un trasmettitore telefonico venduto
alla BelI Company. Berliner inizia i suoi esperimenti con
dischi di cristallo ricoperti di inchiostro e nerofumo, poi
passa a quelli di zinco e cera. Nel 1887, dieci anni dopo
il Tin-foil di Edison, Berliner ottiene il brevetto per il
Grammophone: tra le novità c'è la punta di irido per
eliminare l'attrito, mentre la tromba, sostenuta da un
braccio, è collegata al diaframma da un tubo flessibile. Ma
soprattutto ci sono i dischi piatti che, assicura Berliner,
si possono riprodurre a piacimento tramite un processo
chimico di incisione. In realtà un vero sistema di
duplicazione arriva soltanto nel 1893, quando Berliner
adotta la gommalacca per stampare i dischi da una matrice
metallica. Gli inizi sono difficili, ma Berliner e il
meccanico Eldridge Johnson continuano a migliorare macchina
e sistema di duplicazione dei dischi. Nel 1897 presentano
l' Improved grammophone (grammofono migliorato) che
utilizza dischi a una sola facciata (la registrazione sui
due lati sarà realizzata dalla tedesca Odeon soltanto nel
1904), con grande successo: grazie a questo apparecchio le
vendite della loro società nel 1898 superano già il milione
di dollari. Ormai il grammofono è in grado di affrontare, e
vincere, la sfida con il fonografo: il cilindro, è vero, ha
più tradizione, si può cancellare e registrare in casa, ma
è ingombrante e fragile, mentre il disco si può stampare
praticamente senza limiti, richiede poco spazio, è robusto
e facile da usare. Il grammofono, inoltre, inoltre, ha una
meccanica più semplice e quindi più adatta per la
costruzione in grande serie. Infine, particolare non
trascurabile, dischi e grammofoni vengono distribuiti e
imposti con una campagna promozionale del che forse per la
prima volta utilizza in modo «scientifico» il marchio
commerciale.


Sopra (fronte e retro): OROLOGIO PARLANTE Modello costruito
nel 1911 in Germania da B. Hiller; non suonava le ore, ma
le pronunczava (anche in lingue diverse) leggendo una banda
di celluloide sincronizzata con il movimento dell'
orologio. Premendo un pulsante, la puntina toccava il
nastro registrato in 24 solchi corrispondenti alle 24 ore.
La maggior parte degli esemplari prodotti è andata perduta
anche perche data la complessità del sistema, gli orologiai
dell'epoca non erano in grado di assicurare un'adeguata
manutenzione.

GRAMMOFONO
PATHE' MODELLO GIORNO E NOTTE Modello costruito nel 1912,
ha doppio sistema di ascolto. Di giorno si utilizzava con
il trombone, di notte, per non disturbare, si capovolgeva
il sopporto del braccio facendo uscire i suoni, smorzati,
dalla tromba interna.
Il primo marchio, al quale ancora oggi si lega, sovente,
l'immagine stessa del grammofono, nasce nel 1899 dall'
intuizione artistica di un pittore, inglese, Francis James
Barraud, e dal «fiuto» commerciale di Johnson, che ha da
poco fondato la Victor Company. Tale creazione è quasi
diventata una leggenda: un giorno Barraud vede il suo cane,
un bull-terrier bianco, seduto davanti al fonografo in
funzione. Sul cilindro è incisa la voce di Barraud e il
cane, che si chiama Nipper, ascolta incuriosito, guardando
se il suo padrone è nascosto nella tromba. Barraud dipinge
la scena, e il direttore della filiale inglese della Victor
si offre di acquistare il quadro per cento sterline, a
patto che il fonografo sia sostituito con im Improved
grammophone. Johnson intuisce subito la portata
promozionale del quadro, che esalta l'alta fedeltà del
cane, e registra l'immagine e le parole His Master's Voice
come marchio di fabbrica della sua Victor Company. Il
marchio, simpatico e immediatamente riconoscibile, viene
stampato su milioni di dischi da sentire sui grammofoni che
a loro volta esibiscono il bull-terrier. Il successo è
grande e il marchio si diffonde in tutto il mondo. In
Europa, nel giro di pochi anni, nascono La Voce del
Padrone, La Voix de son Maìtre, Die Stimmte seines Herren,
La Voz de su Amo. Mentre Edison vuole un fonografo in ogni
casa, Johnson si lancia in un impegnativo programma per
portare una star in ogni casa con le canzoni dei più grandi
cantanti europei come Adelina Patti, Nellie Melba ed Enrico
Caruso, che registra il suo primo disco nel 1902 per un
compenso di cento sterline. I primi decenni del nuovo
secolo rappresentano il periodo di maggior fulgore del
grammofono, mentre il fonografo esce lentamente di scena.
Soltanto Edison si ostina a scommettere sul cilindro, ma
nel 1929 dovrà uscire dal settore, schiacciato dalle
pesanti perdite. Il periodo di massimo splendore del
grammofono coincide con l'esplosione del Liberty e dell'
Art Deco: designers, artisti e semplici artigiani si
lanciano nella creazione di splendide strutture, con i
materiali più preziosi e le forme più strane, nelle quali,
spesso, la meccanica passa in secondo piano. Il grammofono
diventa un oggetto di arredamento indispensabile in ogni
casa, magari da acquistare a rate o noleggiare. I locali
pubblici espongono grammofoni con trombe immense, la musica
(quella seria o l'operetta) diventa un fenomeno di massa, i
giornali scoprono il business del divismo. L'industria del
grammofono fa affari d'oro: nel 1919 negli Stati Uniti ci
sono 200 costruttori che producono due milioni di
apparecchi per un valore complessivo di 158 milioni di
dollari. Anche l'attività discografica ha uno sviluppo
incredibile: nel 1906 ci vogliono 23 dischi per la prima
registrazione integrale dell'Aida di Verdi; pochi anni dopo
siamo già in piena attività industriale e nel 1915 la
cantante americana Alma Gluck vende, per la prima volta, un
milione di dischi con la canzone Carry me back to old
Virginny, (Riportami nella vecchia Virginia). I grandi
gruppi americani si trasformano in potenti multinazionali
con filiali in tutto il mondo. L'Europa, però non sta con
le mani in mano: in Germania operano con successo la Odeon
e la Deutsche Grammophon, in Gran Bretagna si sviluppano la
Emi e la Decca, mentre a Milano nel 1904 nasce la Società
Italiana di Fonotipia, che punta sui dischi di musica
classica, fondata dal presidente della Scala, Uberto
Visconti di Vimodrone, e da un editore musicale, Tito
Ricordi.
Ma è la Francia che si oppone più validamente alle
multinazionali americane grazie alla Pathe, una società che
si evidenzia per le innovazioni tecniche e che si espande
in tutta Europa. Charles Pathe vede per la prima volta un
fonografo nel 1894 alla fiera di Versailles e rimane
impressionato, come racconterà più tardi, dalla fila di
gente disposta a spendere 2 franchi per ascoltare una
macchina parlante per 2 minuti.

GRAMMOFONO ITALIANO FONOTECNICA Il disco a 78 giri, negli
anni' 30, dà l'addio al trombone. Nellafoto uno degli
ultimi modelli prodotti con tromba esterna. Sopravviveranno
i portatili (valigette), più leggeri e meno ingombranti.

GRAMMOFONO SERIE MONARCH TRADE MARK Costruito nel 1903
circa, ha la cassa in rovere. È uno dei primi modelli con
il braccio acustico a «collo d'oca».
Con il fratello Emile fonda la Pathe Frères che
inizialmente si limita a importare dagli Stati Uniti i
fonografi di Edison e i grammofoni della Columbia, abbinati
a cilindri registrati in francese. Poi, agli inizi del
secolo, avvia la produzione in proprio con grammofoni,
ribattezzati Pathephonès, che presentano numerose
innovazioni: la puntina è in zaffiro «illogorabile» che,
spiega la pubblicità, «non è da cambiare dopo ogni
audizione», assicurando contemporaneamente una riproduzione
«senza suoni rauchi o nasali, ma voce perfetta». I
Pathephonès, che vengono costruiti in Francia, Belgio,
Austria e Russia, si differenziano dagli altri grammofoni
perché la registrazione del disco inizia dal centro e
finisce all'esterno. Inoltre Pathe adotta per i suoi dischi
(prodotti in cinque misure, da 25 a 50 centimetri di
diametro) il sistema di incisione verticale messo a punto
da Edison per i cilindri. I fratelli francesi vogliono
imporre il loro standard tecnico, ma sono troppo
intelligenti per «dimenticare» chi ha già comprato
grammofoni di altre marche: nascono così gli adattatori
meccanici che permettono di utilizzare i dischi Pathe su
tutti gli apparecchi. Il successo è enorme, anche perché i
Pathephonès vengono venduti a rate, con il sistema «Paghi
mentre senti la musica»: in Italia si va da 65 lire per il
Pathephonès più economico in legno «uso noce» fino a 375
per il modello Duplex con due trombe (o imbuti, come
vengono definiti sui cataloghi). La Prima Guerra Mondiale
pone, però, fine ai progetti di espansione della Pathe
Frères, che nel '28 viene acquistata dalla Columbia. Ma gli
affari, ormai, non vanno bene anche per le multinazionali
americane perché un nuovo apparecchio diventa l'oggetto del
desiderio delle masse: la radio; che garantisce una
quantità infinita di musica, programmi e notiziari. Nel
1922 c'è il «debutto» del disco in radio, trasmesso da 569
stazioni americane. E' un grande avvenimento, che in pochi
mesi si trasforma in appuntamento quotidiano. I costruttori
di grammofoni corrono ai ripari operando su più fronti.
Anzitutto sulle macchine: nel '24 arrivano i giradischi
elettrici; un anno dopo i più coraggiosi propongono
radiogrammofoni (il primo è il Panforte di Brunswick); nel
'27 la Victor lancia l'apparecchio con cambiadischi
automatico, il primo Juke-Box moderno. L'industria,
inoltre, punta a migliorare la quantità dei dischi. Un
passo decisivo è rappresentato dall'incisione elettrica,
che trova applicazione commerciale nel 1924. Per
l'occasione si fanno le cose in grande: basti pensare che
la Victor investe sei milioni di dollari per lanciare, con
la più imponente campagna pubblicitaria dell' epoca, i
dischi Elettrica Processo L'impegno è forte, ma per il
grammofono le difficoltà sono tante. La sua crisi è
testimoniata dalla Victor, l'azienda di Johnson che è
sempre stata all'avanguardia e che nel gennaio '29 viene
acquistata dalla RCA, Radio Corporativo of America. A
questo si aggiunge le terribile crisi che alla fine de1'29
prima spezza l'economia americana e poi quella mondiale,
decimando le vendite di grammofoni e dischi. Poi,
lentamente, il mercato riparte, aiutato dalla voglia di
ballare lo swing per dimenticare la Grande Depressione.
Negli anni trenta arriva la stereofonia, dopo la Seconda
Guerra Mondiale nascono l'Hi-Fi e il Long Playing a 33 giri
in plastica vinilica. E il grammofono, che aveva mandato in
soffitta il fonografo, esce definitivamente di scena per
far posto a macchine più sofisticate, che, a loro volta,
sono sostituite da altri sistemi in una corsa senza
fine.