La musica a dischi
di
Pier Luigi Bassignana
Il testo
che segue è tratto dal catalogo "Scatole sonore, Carillon,
pianole e organetti... due secoli di musica neccanica"
edito in occasione della mostra di strumenti meccanici
allestita a Torino dalla Camera di Commercio, Industria,
Artigianato e Agricoltura di Torino nel Dicembre 1995

Sopra:
Cassetta musicale a pettine metallico e dischi creata dalla
ditta Symphonion. La melodia che viene suonata dallo
strumento è incisa, tramite fori, sul disco metallico.
Quest'ultimo è intercambiabile.
Una variante del rullo fu rappresentata dalla applicazione
dei denti su un disco metallico, la cui rotazione li faceva
entrare in contatto con le lamelle del pettine disposte
verticalmente Questo sistema fu adottato in quanto il disco
risultava più facilmente intercambiabile del rullo, e
quindi favoriva la moltiplicazione dei motivi ascoltabili.
In qualche caso il cambio del disco avveniva
automaticamente, in analogia a quanto faranno in epoca più
recente, i giradischi.


Sopra:
Meccanismo del disco a pettine verticale.
Sotto: Meccanismo con cambio automatico dei
dischi
Per le loro caratteristiche gli strumenti a dischi ebbero
larga diffusione nei locali pubblici, dove venivano messi a
disposizione del pubblico ricorrendo ad una tecnica non
molto dissimile da quella degli attuali juke-box.
Alcuni di essi, infatti, erano costruiti in modo da
prevedere, nella parte inferiore, un contenitore di dischi
apribile soltanto con l'inserimento di una moneta. In tal
modo l'avventore interessato, sceglieva il disco da
ascoltare e lo posizionava sullo strumento. Quest'ultimo
entrava in funzione solo dopo che il contenitore con la
riserva di dischi veniva nuovamente richiuso.
Anche la banda perforata fu talvolta sostituita da dischi
di carta, in quanto il disco,
anche se più limitato nella durata, per le sue ridotte
dimensioni e per la sua semplicità di impiego risultava
particolarmente adatto per gli organetti-giocattolo
destinati ad essere maneggiati da bambini.

Sopra:
Piano Orchestrion Regina. Uno dei modi più bizzarri di
automatizzare un piano è senz'altro il farlo funzionare a
dischi. Così ha fatto Regina Music Box Co. con questo
strumento in cui il grande disco metallico a punte
aggettanti trascina i martelletti del piano fino a che,
liberatisi, per effetto di una molla, vanno a percuotere le
corde (sistema molto simile a quello dei piani a cilindro).
Il timbro dello strumento è molto simile a quello degli
antichi piani da tavolo I dischi del Regina possono
adattarsi anche agli strumenti della Polyphon di
Lipsia