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Automi musicalidefinizioni generali


Automi musicali:

letteralmente si definiscono automi musicali tutti gli strumenti ed i congegni che funzionano da sè, meccanicamente, senza l'azione dell'uomo.
Sotto questo aspetto i carillon, le biote-a-musique, i piani a cilindro e tutti gli strumenti del mondo della musica meccanica potrebbero definirsi automi musicali; tuttavia il termine viene generalmente ristretto agli "androidi" dalle sembianze umane o animali costruiti dal 1700 dai maestri orologiai.
Famosissimi sono gli automi dalle sembianze umane che suonavano i timpani ed il pianoforte o quelli che scrivevano frasi prestabilite.
La figura che più d'ogni altra seppe incarnare i gusti, le tendenze e le aspirazioni di automazione fu senz'altro Jacques Vaucanson (1709-1782)con il suo SUONATORE DI FLAUTO: l'automa più perfetto e complesso realizzato con i soli mezzi della meccanica. L'androide aveva le dimensioni d'un uomo naturale, vestito da selvaggio; suonava undici arie su un flauto muovendo le dita e modulando l'aria che fuori usciva dalla bocca.


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Sopra: La musicista costruita da Jaque-Droz

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A destra: Meccanismo del flautista, dalla descrizione rifatta da Vaucanson e ricostruita da M. Edmond Droz, conservato a Neuchàtel.


Musica e musicisti meccanicidi Pier Luigi Bassignana


Il testo che segue è tratto dal catalogo "Scatole sonore, Carillon, pianole e organetti... due secoli di musica neccanica" edito in occasione della mostra di strumenti meccanici allestita a Torino dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino nel Dicembre 1995

Nel '700, grazie a meccanici di grande talento, si assiste ad una straordinaria fioritura di oggetti che si animano grazie a meccanismi di orologeria. E' sufficiente liberare la molla, in precedenza caricata, per mezzo di qualche levetta, magari comandata dall'apertura del coperchio, perché tutto si animi. Le animazioni di tipo naturalistico sono le più frequenti, e favoriscono l'abbinamento della musica alla scena rappresentata.

Non si è alla moda se non si possiede almeno un bastone da passeggio, o una tabacchiera, che possa animarsi con uccellini cinguettanti; ancor meglio, poi, se gli uccellini si trovano in una gabbietta esposta sulla mensola del camino.

Ma non sono solo gli animali a comparire. Spesso viene impiegata anche la figura umana. Meccanici geniali, come Vaucanson e Jacquet-Droz, realizzano degli androidi in grado di svolgere una qualche attività, come scrivere, dipingere e, appunto, suonare.
Si tratta di meccanismi di grande complessità, che in alcuni casi possono essere paragonati a veri e propri computer programmabili. Sovente, infatti, è possibile riprogrammare i movimenti dell'androide si da fargli scrivere - ad esempio - una frase diversa; oppure fargli disegnare un soggetto diverso; o, infine, fargli eseguire un motivo diverso. Il "suonatore di flauto" di Vaucanson o la "suonatrice di timpani", oggi esposta al Conservatoire des Arts et Metiers, di Parigi rappresentano dei modelli ineguagliabili, nonostante che nel corso del tempo, e sino ai giorni nostri, i costruttori di suonatori meccanici si amplificassero.