L'Organo a canne
Brevi cenni di storia e di tecnica organara
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Capitolo 4:
Descrizione Tecnica

L'organo e' uno strumento molto complesso, ed e' formato dalle seguenti parti principali:
ELETTROVENTOLA - MANTICI - SOMIERI - CANNE - CONSOLLE -TRASMISSIONE

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Sopra: Schemi di mantice, con pompe a mano (a sinistra dell'immagine) e con elettroventilatore (a destra dell'immagine).


L'
ELETTROVENTOLA:

E’ una grossa ventola azionata da un motore elettrico che ha il compito di generare l'aria in quantita' sufficiente per poter permettere allo strumento di suonare.

Prima dell' avvento dei motori elettrici, questo compito era svolto da "mantici di pompaggio", manovrati manualmente: le persone che azionavano questi ultimi, erano denominate "TIRAMANTICI".

Per citare un esempio: nel grande organo su cui suonava J.S. Bach, c'erano ben 14 "tiramantici" che lavoravano contemporaneamente!


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Sopra: Sezione dell'organo francese del XVIII secolo. A destra dell'immagine si può notare l'organista seduto alla consolle e, a sinistra, il "tiramantice".



I
MANTICI:

Sono dei grossi 'soffietti', che hanno il compito di immagazzinare l' aria inviata a loro dall' elettroventola, e di stabilizzarla, in modo da poterla distribuire (con una pressione uniforme e calibrata) alle canne.

Essi dispongono, inoltre, di un sistema di sicurezza (valvola "a tendina") che impedisce all' aria di entrare nei mantici stessi, quando sono gia' pieni: se non ci fosse, potrebbero verificarsi dei danni gravissimi, facilmente deduci bili.

I
SOMIERI:

Essi sono grandi 'cassoni' in legno, chiusi ermeticamente, in cui nella parte superiore vi sono infilate le canne.

Essi hanno il compito di ricevere l'aria inviata a loro dai mantici, e di distribuirla alle canne, nella maniera desiderata dall' esecutore.

Cio' e' possibile perche', all' interno di essi, vi e' un sistema di aste di legno incrociate, aventi tanti fori quanti sono il numero di registri e di canne.

E' comprensibile che i somieri devono essere realizzati con legno molto stagionato: la più' lieve deformazione od il più' piccolo errore di costruzione ne compromettono il funzionamento. Infatti potrebbe verificarsi che una certa parte di canne rimanga muta, o, ancor peggio, che si mettesse a suonare spontaneamente ("Trasuoni").

LE
CANNE:


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Sopra: Canna labiale (a sinistra dell'immagine), canna ad ancia (al centro) e schema dell'ancia all'interno della canna (a destra dell'immagine)


Sono 'tubi' di forme e materiali più disparati, e costituiscono il vero corpo fonico dello strumento.

La loro lunghezza determina l'altezza delle note emesse, mentre il diametro, la forma, ed il materiale con il quale vengono realizzate, determinano il timbro.

Per quanto concerne la lunghezza basta dire che più le canne sono alte, più il suono e' grave (e viceversa).

Per rendere meglio l'idea di quanto e' stato affermato: nell' organo, tra i vari registri (registro = fila di canne con timbro omogeneo, con numero pari all' estensione della tastiera a cui sono collegate), ve ne e' uno denominato "Ripieno", al quale corrisponde un suono molto acuto che viene emesso da canne non più' alte di una matita; invece ve n'e' un altro denominato "Gran Basso", al quale corrisponde un suono estremamente grave, emesso da canne che (negli organi più' grandi) possono raggiungere quasi i 20 mt. di altezza!

Nella tecnica organaria mondiale, la lunghezza delle canne viene misurata con l'unita' di misura inglese "piede" (33 cm.), ad eccezione dei Paesi di dominazione spagnola, in cui sovente usano l'unita' di misura "palmo" (20 cm. circa).

Per quanto concerne il timbro (siccome e' determinato da più' fattori), il discorso e' un poco più' complicato: per semplificarlo, riportiamo il seguente schema:

Diametro -----> Largo = timbro dolce Stretto = timbro aspro
Forma -----> Cilindrica = timbro aperto Strozzata = timbro nasale
Materiale ----->Metallo = timbro chiaro Legno = timbro cupo

Questa descrizione riguarda le canne appartenenti alla famiglia delle "LABIALI" (cioe' quelle più' comuni, che, poco al di sopra della loro base, vi e' un taglio trasversale, da cui esce il suono).

Infatti vi e' un' altra famiglia di canne, che hanno forma e funzionamento del tutto diversi dalle precedenti: le "ANCE" (Tromba, Clarino, Oboe, Fagotto, Bombarda, ecc.).

Le canne ad ancia, come e' gia' stato accennato nel capitolo relativo agli organi spagnoli, si presentano generalmente come un lungo cono rovesciato, alla cui base (dentro l'imboccatura) vi e' inserita una lamina vibrante di ottone (ancia).

In questo caso, essendo la lamina a generare il suono, la canna ha solo lo scopo di amplificare, come una cassa armonica: tant' e' vero che una canna ad ancia potrebbe suonare anche senza la "tuba" (nome tecnico della canna), ma avrebbe un suono mediocre e con scarsa potenza.

Questo tipo di registri sono i più' fortemente sonori dello strumento, ma sono soggetti ad un fastidioso inconveniente: si stonano molto frequentemente.

Dalle note sopra riportate, ci si accorge che un organo necessiti di un gran numero di canne: perche' OGNUNA RIPRODUCE UN SOLO ED UNICO SUONO, e non un altro.

Esempio: una canna di Flauto non puo' fare anche il suono di una Viola, ne' quello della Tromba, ne' quello dell' Ottavino.

Conseguentemente a cio', più' sono numerose le file di canne, più' l'organo e' grande.

E qui cadono nel tranello coloro che non hanno competenza in questa materia: credono che il numero complessivo delle canne di un organo sia limitato a quelle che si vedono nel frontale dello strumento.

MOLTO SPESSO LE CANNE DI "FACCIATA" SONO FINTE!

Infatti esse adempiono due compiti molto importanti:

1) RIPARARE DALLA POLVERE le canne vere, celate dietro la facciata (in quanto la polvere e l' umidita' sono i nemici più' temibili di ogni organo) ;

2) FUNZIONE ESTETICA poiche' le canne vere vengono disposte con un ordine tecnico (per nulla estetico).

Ritornando all'affermazione che più' sono numerose le canne, più' l' organo e' grande, aggiungiamo che uno strumento per essere sufficiente per svolgere il servizio Liturgico, deve disporre di almeno 800 canne; invece per l'uso concertistico, deve averne più' di 2.000

Citiamo qualche esempio.

- Cattedrale di Parma: 2 tastiere, 21 registri, 1.400 canne circa;
- Steccata: 4 tastiere, 63 registri, 4.371 canne;
- Duomo di Milano: 5 tastiere, 156 registri, 15.113 canne;
- Auditorium di Atlantic City: 7 tastiere, 983 registri, 33.112 canne.

LA
CONSOLLE:

E’ la parte dello strumento nella quale vi sono i comandi su cui agisce l' organista (tastiere, pedaliera, registri, pistoni, ecc.).

Le tastiere (o "manuali") possono essere di numero variabile: da un minimo di una ad un massimo che puo' arrivare a sette (come l' organo di Atlantic-City, che e' il più' grande nel mondo).

Ai lati delle tastiere (o, più' raramente, nel frontale di esse) vi si trovano i registri, che comandano le corrispettive file di canne.

La forma estetica di questi ultimi, puo' presentarsi in diversi modi: a "placchetta" (come gli interruttori della luce), a "linguetta", a "pomello", a "tirante", ecc.

Alla base della consolle vi si trova la pedaliera, che e' una particolare tastiera (con tasti di legno molto lunghi), alla quale sono collegate le canne più' grosse dello strumento (i bassi).

Essa viene suonata dall' organista per mezzo dei piedi: questa affermazione potrebbe sembrare umoristica e denigrante, ma, se osserviamo un esecutore mentre suona, ci rendiamo conto che essa svolge una funzione molto importante.

Infatti, con l'evoluzione della letteratura organistica nel corso dei secoli, dal semplice compito di "supporto tonale" (cioe' quello di tenere abbassati, per periodi più' o meno lunghi, i tasti della parte più' grave delle tastiere) e' arrivata a svolgere delle parti musicali propriamente sue, con una partitura ben definita.

A conferma di cio', se analizziamo uno spartito di musica per organo, notiamo che i pentagrammi sono riuniti a gruppi di tre: uno riguarda la mano destra, un altro la mano sinistra, e l'ultimo (quello più' in basso) la pedaliera.


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Sopra: Funzionamento dell'organo. Dall'alto a sinistra: elettroventola, mantice e somiere collegati da tubazioni d'aria. In basso a sinistra la tastiera che, tramite le trasmissini, apre le valvole del somiere che lasciano entrare l'aria nelle canne.


LA
TRASMISSIONE:

Come gia' più' ampiamente accennato nel precedente capitolo "Tecniche di Trasmissione" riportiamo sinteticamente i tipi di trasmissione dai tasti al somiere, usati nella costruzione degli organi:

-Trasmissione meccanica: fili di ferro od aste di legno;
-Trasmissione pneumatica: tubicini d'aria;
-Trasmissione elettrica: fili elettrici;
-Trasmissione Elettromeccanica: meccanica alle tastiere ed elettrica ai registri.

Capitolo 5:Conclusione

Arrivati al termine di questa "infarinatura" sulla storia, evoluzione, e tecnica dell' organo, possiamo riassumere con le seguenti note "di base":

- L'organo e' uno strumento aerofono
- E' stato inventato nel 111 secolo a.C. da Ctesibio di Alessandria
- Ha avuto una evoluzione storico-tecnica differenziata tra i vari Paesi
- E' composto da elettroventola-mantice-canne-somiere-consolle-trasmiss

Il funzionamento, pertanto, e' determinato dalla seguente successione di azioni:

- L' elettroventola genera ed invia l'aria al mantice
- Il mantice stabilizza l'aria e la trasmette al somiere
- Il somiere distribuisce l'aria alle canne
- La trasmissione, azionata dalle tastiere, comanda l'apertura delle valvole contenute all' interno del somiere

Considerata la complessita' della realizzazione "fisica" di ogni organo, si puo' comprendere che essa comporti dei costi molto elevati: cio' e' dovuto alla quantita' di materiale pregiato che viene utilizzato, e dal costo della mano d'opera di personale altamente specializzato.

A rafforzare tale affermazione, basti dire che per costruire l'organo della Chiesa Magistrale di S. Maria della Steccata, sono occorsi due anni e mezzo di lavoro (1968 - 1970).

Attualmente (1985), per realizzarne uno identico, si dovrebbe sostenere una spesa oscillante dai 300 ai 400 milioni (secondo le Case Organarie a cui si affiderebbe il lavoro).