L’organo idraulico
di Pier Luigi Bassignana

Testo tratto dal catalogo "Scatole sonore, Carillon, pianole e organetti... due secoli di musica neccanica" edito in occasione della mostra di strumenti meccanici allestita a Torino dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino nel Dicembre 1995

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Sopra: Athanasius Kircher, schema di organo idraulico con automi (suonatore di flauto e aquila che agita le ali).

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Sopra a destra: Salomon de Caus, organo idraulico.



La musica meccanica, pur avendo raggiunto il momento di massimo splendore negli anni a cavallo fra 8 e '900, ha origini molto antiche.
Si suole infatti far risalire a Ctesibio, meccanico della scuola di Alessandria vissuto nel I secolo a.c., l'invenzione dell'organo idraulico, successivamente perfezionato da Erone Alessandrino, che ce ne tramandò la descrizione.
L'organo si basava sul principio della incompressibilità dell' acqua.
Mediante uno stantuffo l'aria viene spinta, attraverso un tubo, nell'interno di una specie di campana immersa in un recipiente pieno d'acqua. La campana all' estremità superiore è munita di un tubo che porta alle canne il vento, spinto dalla pressione esercitata dall' acqua.

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Sopra: Erone Alessandrino, (I sec. a.C.).
"Gli spirituali", Urbino, 1592.
Nello schema si può notare lo stantuffo di compressione.

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Sopra: Erone Alessandrino (I sec. a.C.).
Schema di fontana decorata con civetta mobile ed uccelli canori.
Disegno di Alessandro Giorgi dagli Spiritali, Urbino, 1592.


Fu tuttavia soltanto agli inizi del XVII secolo che l'organo idraulico raggiunse la massima perfezione, ad opera di Salomon de Caus, inventore della ruota musicale. Si tratta di un tamburo sul quale sono infisse due file di pioli, che - durante la rotazione - pigiano dei tasti i quali a loro volta aprono delle valvole di aria compressa prodotta da mantici azionati dalla stessa ruota idraulica che fa girare la ruota musicale.
Organi idraulici di grandi dimensioni erano installati nelle grotte artificiali dei giardini cosiddetti "all'italiana" per sottolineare con la musica le scene pastorali ivi rappresentate.