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PUT ANOTHER NICKEL INdi A. David Bowers
(Metti un altro gettone)

Traduzione ritrovata fra i documenti del
Museo Marini. Le fotografie degli strumenti sono state tratte da "Guida introduttiva agli strumenti musicali meccanici" di Marino Marini.Questo materiale è stato gentilmente concesso in uso della eredi Marini.

Capitolo I -- Le origini di strumenti musicali in Europa, risalgono certamente al Rinascimento, che portò grande interesse alle cose automatiche come bambole, uccelli meccanici. Tra il 1500 e il 1700 furono prodotti molti "automatici". I primi costruttori di musica meccanica costruirono semplicissime scatole musicali che suonavano una sola aria.

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In alto: sigillo in oro con un minuscolo movimento a pettine metallico. Questi gioielli cominciarono ad essere costruiti a Ginevra immediatamente dopo la rivoluzione francese grazie all'estro del maestro orologiaio Isaac Peignet. Lo stesso Napoleone Bonaparte fu uno dei suoi clienti.
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Particolare del sigillo inciso su oro

Le più antiche sono del 1700 ed erano costruite da orologiai, la musica era prodotta da un piccolo cilindro con spilli protuberanti. Girando lentamente il cilindro le spille s'incontravano con i dentini di un pettine musicale con una specifica sequenza.


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In alto: Scatola musicale con cilindro e pettine metallico (1880).
Sotto: Particolare del cilindro e delle lamelle armoniche.

All'inizio del 1800 si svilupparono macchine più grandi che utilizzavano cilindri di legno. Di solito erano degli organi a canne meccanici. Le canne emettevano suoni quando piccole leve erano messe in funzione dal cilindro a spille.
Altro sviluppo fu l' aggiunta di tamburi ed altri strumenti a percussione ad imitazione di una piccola orchestra, all'inizio del 1800. Questi primi tentativi di "orchestrion" (orchestre) erano la delizia di re e regine. Forse il più famoso di questi precoci tentativi fu il "Panharmonicon", costruito nel 1812 da Johann Maelzel. Beethoven, innamorato dello strumento, scrisse un pezzo speciale per esso il “Wellington' s Victory”.Maelzel girò l'America per dimostrazioni, questo strumento durò a lungo.

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In alto: Serinette costruita da Gavioli secondo il gusto francese.

Ve n'è uno al Museo Industriale Stuttgart,Germania. Durante le prime decadi dell' 800 "Organi" meccanici e "Orchestre" furono molto popolari. La culla di essi ed il centro più competitivo fu la Germania. Nel 1862 Imholf & Mukle, grande costruttore di organi e pianoforti, con distribuzione in tutta Europa, pubblicizzava il suo "Orchestrion" come più duraturo dell'organo e del pianoforte.
Avevano a disposizione un repertorio di dodici cilindri, anche con arie di Rossini.
Negli anni successivi vennero fatti molti miglioramenti. Nel 1887, poichè i cilindri venivano a costare molto l' uno (dai 50 ai 100 dollari) si pensò di dare il via a rulli di carta perforata che senza dubbio sarebbero stato di molto minor prezzo. D'altro lato diventava più complicata la parte pneumatica,
con pompe e mantici invece delle semplici leve dei cilindri. L' invenzione dell' uso di rotoli di carta perforata connessi ad una azione pneumatica si deve a Emil Welte, figlio di Michael Welte, una delle ditte più importanti dell'epoca.
Ancora altri miglioramenti, nel tempo, come la possibilità di regolare i suoni dolci e forti. Si andava elaborando l'ornato esterno (con lo stile Vittoriano) e furono sviluppati anche effetti visivi come cascate, mulini, corde danzanti etc. Due case tedesche raggiunsero l'apice, ognuna con una linea di prodotti automatici: Ludwig Hupfeld di Lipsia e M. Welte e Figli di Friburgo.
Tra i best-seller di Hupfeld abbiamo la "Dea", "Solophonola", "Triphonola" e "Animatic". Questi pianoforti erano molto venduti in Europa, in Inghilterra e pochi in America. La maggior parte di questi piani appartenevano al tipo che venne definito " reproducing piano" (riproducenti) perchè non solo suonavano le melodie ma riproducevano l'esatte sfumature di espressione, attacchi e stile usati dall' artista che di solito era un pianista famoso. E' chiaro che potevano trovarsi solo nelle case dei ricchi. Altro tipo di prodotto di Hupfeld erano gli "Orchestrion" così grandi da togliere il respiro. "L’ Helios" o il "Panorchestrion" erano tanto grandi che assomigliavano ad edifici. Il più mostruoso fu " l’ Helios V" (altezza m.4,50; larghezza m.6; profondità m.2,50) che conteneva 1500 canne, 5 tamburi, un triangolo, un tamburino, nacchere, uno xilofono ed altri effetti, si da poter rappresentare un'orchestra di centoventi componenti. Pagando qualche extra si poteva avere lo strumento con due rulli suonanti successivamente, senza interruzione; centoquaranta pezzi.


Un'altra novità dell' Hupfeld fu il "Phonolistz-Violina" questa macchina imitava il violinista, con tre o sei violini. Il costruire un violino automatico rappresentava veramente un fatto rilevante. Pochissime case ci sono riuscite. Negli USA i prodotti di Hupfeld vennero venduti da E.Boecker Organ e Orchestrion Company di NYC. Nel 1849 Michael Welte presentò una "Orchestra" meccanica che gli aveva preso tre anni per costruirla, con 111 canne e tutto un insieme di strumenti orchestrali. Divenne conosciutissimo in tutto il mondo. Lungo tutta l'epoca delle "Orchestre" che durò dal 1950 al 1930 la maggior caratteristica di queste macchine fu la loro somiglianza a vere orchestre. Nel 1865 Welte aprì una succursale a New York e le "Orchestre" cominciarono a diffondersi anche in USA. Fino al 1887 furono operate dai cilindri, come tutti gli strumenti meccanici dell'epoca, poi, dopo il 1887, introducendo sul mercato il rullo di carta perforata, i cilindri vennero eliminati, anzi la ditta cambiava ai precedenti acquirenti il cilindro di legno con il rullo di carta perforata senza pretendere pagamento extra.
Le prime "Orchestre" di Welte erano divise in due gruppi: "Cottage Orchestrion" e "Concert Orchestrion", le prime di formato piccolo, l’altro grande, e spesso venivano costruite sul posto per inserirle nel modo giusto. Poi anche suddivisi in "Brass Band Orchestrion" che rassomigliavano ad organi da banda o giostre, l'altro "Piano Orchestrion" che rappresentavano anche effetti scenici esempio il "Welte Brisgovia BI" che rappresentava un panorama tedesco con montagne, treno in movimento , tunnel, cascata.

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A sinistra: Hupfeld Phonoliszt Violina, pianoforte automatico dotato di violini automatici suonati da dita meccaniche e da un arco circolare.
A destra: particolare del modello a due rulli perforati.


Tra le piccole, apparse sul mercato, dobbiamo ricordare i "Welte-Mignon". Appena apparvero, all’ inizio del secolo, fecero sensazione; erano pianoforti che riproducevano esattamente l’espressione del pianista. I fonografi già avevano reso possibile la riproduzione delle voci e i suoni degli strumenti , ma solo la prima in modo ottimo, mentre le qualità e risonanze del piano erano completamente perduti per le differenze struturali. I Welte-Mignon riproducevano invece esattamente i suoni. Gli affari furono così fiorenti che i nipoti di Michael Welte formarono in America un'altra società, per la fabbricazione degli stessi, con la Rudolph Wuilitzer Company associata per il 49%. Il "Philarmonic Autograph Organ" venne creato sui principi del Mignon.
La prima guerra mondiale chiuse gli affari della Welte in America (mentre in Germania la ditta continuò per altre due decadi fino alla seconda guerra mondiale, quando gli alleati bombardarono gli edifici di Welte a Friburgo).
Il mercato delle "Orchestre" in America venne assorbito dalla Wurlitzer, Seeburg e altre nuove Società. In quanto al mercato dei pianoforti, la parte del leone è stata fatta dal "Duo-Art" dell’ Aeolian e dall’ "Ampico" dell' American Piano Company.
Vogliamo precisare che oltre a Welte e Hupfeld, che erano le forze dominanti per il mercato delle "Orchestre", vi erano tanti affari che prosperarono altre società quali Dienst, Popper, "Weber" "Frati", Blessing, Philipps ed altri.
In America, la maggior parte dei pianoforti e "Orchestre" di origine tedesca, importati dal 1880 al 1890, erano venduti a privati. Furono gli Americani ad assaltare i luoghi pubblici, all'inizio del XX secolo.

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Sopra: Grande organo meccanico a lettura pneumatica su rullo forato costruito dalla Welte & Soehne denominato "Welte Cottage Orchestrion". Accessoriato di percussioni ci troviamo di fronte a una vera e propria orchestra con registri di viola, flauti, trombe, voce corale, principale, bordone. La Welte costruì diverse versioni di questo strumento, alcune addirittura enormi, che vennero commissionate dal sultano di Delhi, dal sultano di Turchia e dal Pasha Tito Hakekyan. Dal punto di vista tecnico, con questo strumento, ci troviamo di fronte ad una meraviglia di poco inferiore al "Philarmonic Autograph Organ", l'altro gioiello Welte interamente reproducing. Anche quest'organo, infatti, avrebbe potuto essere reproducing se non fosse stato costruito per il più svagato divertimento e non destinato, quindi, alla seria riproduzione di opere famose.

Capitolo 2
In America, i pionieri del piano operante con moneta, fu la Ditta Roth & Engelhardt (poi operante come Peerless Piano Player Company ed infine, come National Electric Piano Company) di St. Johnsville,NY. Iniziò nel 1898 con "stile D", mise sul mercato una dozzina di diversi modelli con i nomi di "Peerless" e "Engelhardt".Dal piccolo pianoforte suonante 44 note, alle larghe "orchestre" a forma di piani verticali con altri strumenti aggiunti nella cassa superiore. Uno dei modelli più in voga fu il modello "Wisteria". Una forma di pubblicità che usava la Casa era dire che "i loro pianoforti non intendevano imitare gli artisti umani". Fecero anche pianoforti a 88 note e rulli perforati con quindici selezioni. Nonostante i buoni affari la Ditta fallì qualche anno dopo il 1913 (al posto della sua ditta, oggi, è una fabbrica di scarpe). La Player Piano Manufacturing Company costruì la linea "Rhapsodist" quasi del tutto sconosciuta oggi. Nel 1899 entrò sul mercato la Rudolph Wurlitzer Company, Cincinnati, con il "Tonophone" un pianoforte operato da cilindro con dieci arie, costruito da Eugene Dekleist di North Tonawanda, New York.
Come abbiamo detto, con il ventesimo secolo divenne sempre più maestoso il mercato di questi strumenti. L'avvento del cinema muto contribuì alla diffusione di essi, infatti, per accompagnare le immagini sugli schermi venne creato il "photoplayer" (suonatore per immagini) e così richiamare gente. Quasi tutte le ditte ne crearono dei modelli, di solito più grandi del normale per poter riprodurre con esso anche diverse specie di rumori. I photoplayer vennero chiamati pure "nickelodeon" tale termine venne in uso con riferimento ai piccoli teatri ove l'ingresso era di cinque centesimi.
Pur essendo pianoforti a gettone e i photoplayer tipi diversi di macchine, e usati per scopi diversi, erano indiscutibilmente legati l' uno all' altro. Di solito la stessa ditta faceva ambedue usando fondamentalmente le stesse parti, lo stesso sistema meccanico e spesso gli stessi rulli.
La J.P.Seeburg Piano Company entrò in gioco il 1907 e fu presto molto nota. Il suo successo tra l’altro fu anche dovuto alla standardizzazione dei suoi modelli e rulli. Chi comprava nel 1911 il suo "Stile G" nel 1925 lo trovava identico a quello costruito in quell’anno, a parte particolari esterni. Seeburg lanciò il rullo "A" (definito "S" nei primi anni) che aveva effetti di mandolino e, a volte, uno strumento extra, quale lo xilofono e un set di canne. Poi il rullo "G" (detto precedentemente "SS", usato nelle "orchestre" che aveva perforazioni per suonare tamburi, triangolo, cembalo ed altri effetti. Il rullo stile "H" (detto "SS") fu una eccezione, e fu usato solo nel "Seeburg J" e nel "II Solo Orchestrion" e su qualche altro tipo di photoplayer.
Giudicando dalle macchine che sono sopravvissute (sfortunatamente i primi modelli della Seeburg Co. sono scomparsi) i primi anni di boom americani, fino al 1920, furono si può dire, della Seeburg Company. Il "KT Orchestrion" il "KT Special" lo "Stile L" (detto dai collezionisti "junior Seeburg" piano verticale con effetti di mandolino, lo "Stile E" furono tutti best-sellers. (Lo "Stile L. Automatic Orchestra" è uno strumento molto raro a trovarsi).
E.S.Link, a Binghamton, New York, iniziò nel 1915. Ebbe buona classe. I suoi strumenti avevano effetti di flauto ed arpa.
La Chicago's Marquette Piano Company ebbe grande reputazione di qualità con i suoi "Cremona". Grande linea di materiali anche esteticamente. Alcuni di questi incorporavano un selettore per scegliere una musica preferita. Aveva una produzione di 1000 a 2000 macchine l'anno. Nel 1924 crearono un' altra società la Western Electric Piano Company che concentrò i propri sforzi su piccole macchine verticali con rullo A. Il più popolare modello dovette essere il "Selectra Model B" che aveva
effetti di pianoforte, mandolino, xilofono e il selettore per le musiche.
L' Operator's Piano Company di Chicago creò la serie dei "Coinola" che è tra le migliori per bontà di suono. La "Coinola Orchestra" usava il rullo "stile O" che aveva una speciale sezione, diciamo di contrappunto, per cui campanelli, xilofono, o strumento a fiato potevano suonare i contrappunto alla melodia del piano. Questo arrangiamento era usato in qualche altro tipo di rullo come "R" e "M" e qualche tipo dei rulli di Wurlitzer, mentre, per la maggior parte, i rulli non avevano la sezione del "a solo" ma gli strumenti diversi suonavano la stessa nota insieme. Lo "stile O" suonava anche arrangiamenti di sincopato. Il tipo standard dei Coinola Orchestrion fu lo "Stile X" di cui però, sono restati pochi esempi. Come altri prodotti della compagnia questo venne lanciato sul mercato con diversi nomi "Seltzer" (venduto dalla Seltzer Co.) "Muihtitone"(venduto da Welte e Figli) "Empress Electric Stile Y" (venduto da Lyon & Healy). Sfortunatamente per i collezionisti i due più grandi orchestrion CoinoIa, il "CO" e il "SO" non furono introdotti sul mercato prima del 1920, epoca in cui il gran mercato degli orchestrion era finito. Per cui questi modelli sono oggi estremamente rari.
Uno dei più curiosi tipi venduti dalla Operator's Piano Company fu il "Rock-Ola" a gettone che però fu considerato illegale perchè poteva essere legato anche ad un giochetto di scommessa, (restituiva delle monete), e quindi pochissimi ne furono venduti.
La Berry Wood Piano Company di Kansas City, pur pubblicizzando molto lavorò dal 1913 a11920. La North Tonawanda Musical Instrument Work, NY, fu creata nel 1908. Il loro prodotto più conosciuto fu il "Pianolino" un piccolo piano ad archi che utilizzava un rullo senza fine (cioè un rullo che si riavvolgeva automaticamente). Lo strumento più grande fu invece il "Mando-Orcestra", introdotto nel 1921; anche di questi ne furono fatti pochi tipi. Le macchine di questa società vennero anche vendute sotto la targhetta "Capitol" della Capitol Piano and Organ Company N.Y.C.
Troviamo sul mercato molte altre ditte: Niagara, Johnson, Rhapsodist, Chicago Electric, Electrova, Nelson-Wiggen. Ma Seeburg e Wurlitzer rimasero i maggiori, anche internazionali. Furono sperimentati altri strumenti meccanici ma non ebbero successo.
L' American Automatic Banjo Company creò un "banjo" a gettone. In questo campo il maggior successo fu raggiunto dalla Mills Novelty Company di Chicago che creò il "Violano-Virtuoso", un violino suonato automaticamente da un arco e da piccole dita magnetiche. Oltre 4000 macchine di questo tipo vennero vendute a 3,200 dollari l’una. Meno successo ebbe il "Viol-Cello" che voleva imitare un quartetto di strumenti a corda. Del Viol-Xylophone che usufruiva dello xilofono invece del piano, se ne fecero pochissimi. Nei primi anni del secolo ventesimo era una continua gara di tali prodotti mostrati a Fiere ed Esposizioni.
L'era degli "orchestrion" si chiuse con il Proibizionismo nel 1920.
Con la chiusura dei maggiori locali notturni, bar, ristoranti, si persero i migliori clienti. Tra il 1920 e 1930 i più popolari furono i piani a tastiera o a armadietto e i piccoli orchestrion di Seeburg, e come pianoforti a gettone quelli di Nelson-Wiggen e Western Electric. Il cinema sonoro nel 1926-27 rivoluzionò completamente il mercato; ed ancora la popolarità della radio e dei grammofoni. La fine completa avvenne nel 1930 con la Depressione. Molti strumenti furono distrutti per usufruirne altrimenti le parti interne. L'orchestrion disparve dalla scena americana.

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Sopraa: Organo da ballo De Cap. De Cap portò l'arte di Gavioli al suo massimo ed ultimo splendore perdendo però molto ella vecchia poesia. I suoi organi imitavano le orchestrine da ballo in maniera eccezionalmente efficace.


Capitolo 3

La Wurlitzer Company certamente fu in America la maggiore Compagnia nel settore. Dal piccolo "Pianino" al gigantesco " Paganini Violin Orchestra" aveva un tipo per tutti i gusti e per tutte le borse. Operò dal 1899 a11930. (Rudolph Wurlitzer, figlio di un artigiano musicista, nato a Schoeneck in Germania nel 1831, emigrò nel 1853 negli USA). Dopo aver tentato molti mestieri tornò alla sua passione, lo strumento musicale, prima importandoli da suo padre dalla Germania, poi mise su una piccola fabbrica di tamburi.
All'inizio del 1880 l'America cominciò ad interessarsi molto delle scatole musicali importate dalla Francia, della Germania, dalla Svizzera, che operavano tramite dischi metallici. Erano prodotti in massa dalla Symphonion, Criterion, Stella, Regina, Polyphon ed altri. Rudolph Wurlitzer, che aveva gran fiuto negli affari, prese l'esclusiva dalla Regina per vendere tutti i suoi prodotti musicali. Nel 1896 persuase la Regina a equipaggiare le sue scatole musicali, specie quelle grandi con disco da 27 pollici, con dispositivo per azionarli a moneta; ogni nickel avrebbe azionato un pezzo musicale dalla "Orchestral Corona".

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Sopra: Piano Orchestrion Regina. Uno dei modi più bizzarri di automatizzare un piano è senz'altro il farlo funzionare a dischi. Così ha fatto Regina Music Box Co. con questo strumento in cui il grande disco metallico a punte aggettanti trascina i martelletti del piano fino a che, liberatisi, per effetto di una molla, vanno a percuotere le corde (sistema molto simile a quello dei piani a cilindro). Il timbro dello strumento è molto simile a quello degli antichi piani da tavolo I dischi del Regina possono adattarsi anche agli strumenti della Polyphon di Lipsia


Il grande successo che si ottenne fece capire al Wurlitzer la gran fortuna che poteva avere la musica a gettone. In quegli anni Howard Wurliter, figlio primogenito di Rudolph venendo a contatto di Eugene Dekleist, nativo di Dusseldorf Germania, già operante in USA, in una sua visita a Cincinnati, gli suggerì di provare a costruire un pianoforte a gettone. Gli ci vollero due anni. Nel 1899 fu messo sul mercato con il nome di "Tonophone". Enorme successo. In un anno o due Wurlitzer divenne il solo agente dei prodotti di Dekleist.
Il successo del Tonophone spinse allo sviluppo di altre macchine a gettone: il piccolo "Pianino", il "Mandolino Quartetto" e "Mandolin Sestetto", tutte vendute con targhetta Wurlitzer. Nel 1908 Wurlitzer assorbì le azioni del Dekleist che non aveva più una gran voglia di lavorare preferendo tornare a Berlino. Intanto nel 1902 Rudolph inviò in Germania per praticare bene il tedesco un altro figlio, Farny. Nel 1902, visitando la fiera di Lipsia insieme al fratello Howard scoprirono per la prima volta gli "orchestrion" di Hupfeld. Chiesero ad Hupfeld l’esclusiva per la vendita in America ed insieme la possibilità per Farny di lavorare qualche mese nella loro fabbrica. Ciò non venne concesso. Per cui si volsero alla Ditta Philipps, che permise ciò. Si iniziò ad importare in America quattro Orchestrion della ditta Philipps che vennero venduti come "Wullitzer Piano Orchestra".
Nel 1906 Farny, tornò a Cincinnati e fu incaricato della direzione del Compartimento strumenti musicali.
In Germania la Polyphon, che primeggiò tra tutti i costruttori europei di strumenti a disco metallico, arrivò a crearne un modello con grandi dischi che si cambiavano automaticamente per mezzo di un braccio metallico, proprio come nei juke box.

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Sopra: Euphonion, grande strumento a pettine metallico e disco. Era uno strumento creato per le case e per i caffè, dove era necessaria una musica di sottofondo, più che da ballo. Grazie al pettine metallico, l'arrangiamento delle musiche è particolarmente ricco ed il timbro molto vario, dolce e per nulla aggressivo. L'avviamento è a moneta, come juke box. Motore e pettine sono della Polyphon, ma lo strumento è stato montato in Austria, su concessione. Di questo tipo di strumenti a disco ne furono costruiti in tutte le misure e con tutti gli accessori possibili ed immaginabili.



Capitolo IV - V -VI -VII

Dopo il Tonophone (1899) dal gran successo, pubblicizzato in un modo che conoscono perfettamente solo gli americani, costruito nel corso di dieci anni in due tipi, con tastiera e senza tastiera con cilindri che potevano essere affittati a 5 dollari l’uno, fu la volta del "Pianino" , ( 1902) il primo strumento della Wurlitzer che operava con rullo di carta perforata, a 44 note, sei selezioni.
Della stessa epoca abbiamo l' "Electrova" venduta dall' Electrova Divisionla "Automatic Pianova" di Mills", ma il "Pianino" ebbe maggior successo.
Era fornito di rullo che si riavvolgeva automaticamente in trenta secondi, punto di vantaggio, per es. sul Pianolin della North Tonawanda, inoltre, volendo, si poteva regolare il tempo (veloce,piano). Fu venduto molto bene fino al 1920 con successivi miglioramenti.
Altra caratteristica di Wurlitzer, che i suoi rulli erano usufruibili da diverse macchine. Il "Violin Pianino" oltre al suono del piano e del mandolino aggiungeva 21 canne di violino e 21 di flauto, venduto fino al 192, Il "Bijou Orchestras" conteneva 44 note di piano, mandolino, 21 canne di violino, 21 di flauto, uno xilofono e un tamburo. Giudicando dalla rarità di questi pezzi oggi, pochi ne sono stati costruiti. Comprendeva pure un ricambio automatico di rulli, fino a sei rulli poteva contenere.
Nel 1908 il Wurlitzer 65-Note-Player fu introdotto per rimpiazzare il Tonophone. Alla stessa epoca introdotto anche il "Violin Piano" che comprendeva un piano a 65 note e un set di , 38 corde di violino. A differenza del "Solo Violin Piano" degli anni successivi, suonava le stesse note che suonava il martelletto del piano.
Infine fu creato il "Violin-Flute-Piano" più tardi chiamati "Wurlitzer Orchestra piano" che aggiungevano tamburi e triangolo. Tutte le "orchestre" che usufruivano del rullo standard di 65 note avevano la tastiera per poter suonare volendo, anche il piano solo. Nei primi tempi, su richiesta si otteneva lo strumento con rullo cambiabile; poi questa facilità venne incorporata in tutti. Nel 1925 sette tipi di rulli erano venduti dalla Wurlitzer .
I primi rulli Wurlitzer erano fatti di carta rossa importata dalla Germania poi si scoprì una fabbrica in Pensilvania che poteva dare della carta verde, più forte. L'unico guaio della carta la sensibilità all' atmosfera. Negli ultimi anni la carta fu paraffinata. Inoltre costruì 3000 o 4000 arpe. Ne sono sopravvissute forse due dozzine.
In quanto ai Piano-Orchestra fabbricata da Wurlitzer dal 1914 al 1920 rappresentano i più grandi orchestre manufatte negli USA in una base di produzione. Nel 1912 vennero standardizzati in due gruppi "Mandolin Piano Orchestre" "Concert Pian Orchestra".

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In alto: Triola Mandolin Zither. Cetra automatica inventata da Paul Reissner, l'anima della Polyphon. Ogni corda della cetra ha una plettro che, quando il meccanismo è in movimento, è costantemente in movimento. I plettri riescono tuttavia a raggiungere le corde solo quando la leva corrispondente del foro sulla carta ritorna alla sua posizione naturale per mezzo d'una molla. In alto a destra: Triola a disco, sostanzialmente simile allo strumento precedente.


Capitolo VIII

Come abbiamo detto, molti hanno tentato di fare il violino meccanico. Il primo modello di Mills "Automatic Virtuosa" apparve nel 1905 o 1906. A questo fu aggiunto l' accompagnamento del piano nel 1908 e si chiamò "Violano Virtuoso". Ebbe enorme successo. Poteva anche suonare senza l' accompagnamento del piano. Il "Royal Violista" costruito nel 1910 dal Prof. Wauters che lavorava per l' Automatic Musical Company di Binghamton e che più tardi lavorò per la Wurlitzer. Questo modello fu uno dei due tipi costruiti. Non ebbe successo.
La Wurlitzer mise in commercio il "Solo Violin Piano" e il "Paganini Violin Piano". Imitavano il suono del violino con canne di legno. Il "Paganini Violin Piano" fu importata da Philipps, Germania. In realtà il Paganini era un pianoforte al quale erano aggiunte le canne per il violino; invece al "Paganini Violin Orchestras" aggiunte canne d’organo, xilofono cimbali, tamburi, triangolo, nacchere tamburino. Carissimo di prezzo pare che ne siano stati importati tre dalla Germania.

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Sopra: Violano virtuoso. E' uno strumento prestigioso prodotto dalla Mills Novelty Co. di Chicago sul brevetto di Konrad Sandell (1904). Si tratta di un pianoforte con le corde arrangiate simmetricalmente (i bassi al centro), che suona assieme ad un violino. Funziona a rullo di carta perforata, con spazzole elettriche. I martelli del pianoforte sono azionati da elettrocalamite. Per il violino la soluzione ideata da Sandell permetteva di raggiungere con un violino solo l'effetto che Hupfeld raggiungeva con tre: anzichè avere un solo archetto circolare, nel Violano ne abbiamo uno per corda consistente in una rotellina in materiale sintetico particolarmente resistente posto sopra ciascuna corda e fatto ruotare di moto continuo ed uniforme. Quando, dietro comando del rullo, la rotellina viene abbassata sulla corda si ha un effetto di sfregamento che è quasi uguale a quello del tradizionale archetto di crine. Sulla tastiera del violino abbiamo invece una serie di ponticelli che tendono la corda all'altezza desiderata ed hanno quindi la funzione delle dita del violinista. Il risultato d'assieme lascia stupefatti per la bellezza del suono, l'agilità dei passaggi e la coerenza di dialogo tra i due strumenti.

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Sopra: particolare del violino inserito all'interno del Violano virtuoso


Wurlitzer e Philipps erano a conoscenza del successo del "Violano Virtuoso" e del "Phonolist Violina" di Hupfeld. Essi cercarono di difendere i loro prodotti dicendo che non usufruendo di veri violini, era possibile tenere lo strumento accordato più a lungo. In realtà il Violano Virtuoso si manteneva accordato a lungo per un sistema di pesi che teneva costante la tensione delle corde, mentre l' altro necessitava di accordature frequenti. Nonostante gli sforzi del "Paganini Violin Piano" ne furono venduti poche centinaia. Il "Solo Violin Piano", era un piano verticale con 55 canne di violino. Attraverso uno speciale sistema di perforazione si poteva suonare solo il violino con accompagnamento del piano. Anche di questo poco mercato.