PUT ANOTHER NICKEL IN
di
A. David Bowers
(Metti
un altro gettone)
Traduzione ritrovata fra i documenti del
Museo Marini.
Le
fotografie degli strumenti sono state tratte da "Guida
introduttiva agli strumenti musicali meccanici" di Marino
Marini.
Questo
materiale è stato gentilmente concesso in uso della eredi
Marini.
Capitolo I -- Le
origini di strumenti musicali in Europa, risalgono
certamente al Rinascimento, che portò grande interesse alle
cose automatiche come bambole, uccelli meccanici. Tra il
1500 e il 1700 furono prodotti molti "automatici". I primi
costruttori di musica meccanica costruirono semplicissime
scatole musicali che suonavano una sola aria.

In
alto: sigillo in oro con un minuscolo movimento a pettine
metallico. Questi gioielli cominciarono ad essere costruiti
a Ginevra immediatamente dopo la rivoluzione francese
grazie all'estro del maestro orologiaio Isaac Peignet. Lo
stesso Napoleone Bonaparte fu uno dei suoi
clienti.
Particolare del sigillo inciso su oro
Le più
antiche sono del 1700 ed erano costruite da orologiai, la
musica era prodotta da un piccolo cilindro con spilli
protuberanti. Girando lentamente il cilindro le spille
s'incontravano con i dentini di un pettine musicale con una
specifica sequenza.

In
alto: Scatola musicale con cilindro e pettine metallico
(1880).
Sotto: Particolare del cilindro e delle lamelle armoniche.
All'inizio
del 1800 si svilupparono macchine più grandi che
utilizzavano cilindri di legno. Di solito erano degli
organi a canne meccanici. Le canne emettevano suoni quando
piccole leve erano messe in funzione dal cilindro a spille.
Altro sviluppo fu l' aggiunta di tamburi ed altri strumenti
a percussione ad imitazione di una piccola orchestra,
all'inizio del 1800. Questi primi tentativi di
"orchestrion" (orchestre) erano la delizia di re e regine.
Forse il più famoso di questi precoci tentativi fu il
"Panharmonicon", costruito nel 1812 da Johann Maelzel.
Beethoven, innamorato dello strumento, scrisse un pezzo
speciale per esso il “Wellington' s Victory”.Maelzel girò
l'America per dimostrazioni, questo strumento durò a lungo.

In
alto: Serinette costruita da Gavioli secondo il gusto
francese.
Ve n'è
uno al Museo Industriale Stuttgart,Germania. Durante le
prime decadi dell' 800 "Organi" meccanici e "Orchestre"
furono molto popolari. La culla di essi ed il centro più
competitivo fu la Germania. Nel 1862 Imholf & Mukle,
grande costruttore di organi e pianoforti, con
distribuzione in tutta Europa, pubblicizzava il suo
"Orchestrion" come più duraturo dell'organo e del
pianoforte.
Avevano a disposizione un repertorio di dodici cilindri,
anche con arie di Rossini.
Negli anni successivi vennero fatti molti miglioramenti.
Nel 1887, poichè i cilindri venivano a costare molto l' uno
(dai 50 ai 100 dollari) si pensò di dare il via a rulli di
carta perforata che senza dubbio sarebbero stato di molto
minor prezzo. D'altro lato diventava più complicata la
parte pneumatica,
con pompe e mantici invece delle semplici leve dei
cilindri. L' invenzione dell' uso di rotoli di carta
perforata connessi ad una azione pneumatica si deve a Emil
Welte, figlio di Michael Welte, una delle ditte più
importanti dell'epoca.
Ancora altri miglioramenti, nel tempo, come la possibilità
di regolare i suoni dolci e forti. Si andava elaborando
l'ornato esterno (con lo stile Vittoriano) e furono
sviluppati anche effetti visivi come cascate, mulini, corde
danzanti etc. Due case tedesche raggiunsero l'apice, ognuna
con una linea di prodotti automatici: Ludwig Hupfeld di
Lipsia e M. Welte e Figli di Friburgo.
Tra i best-seller di Hupfeld abbiamo la "Dea",
"Solophonola", "Triphonola" e "Animatic". Questi pianoforti
erano molto venduti in Europa, in Inghilterra e pochi in
America. La maggior parte di questi piani appartenevano al
tipo che venne definito " reproducing piano" (riproducenti)
perchè non solo suonavano le melodie ma riproducevano
l'esatte sfumature di espressione, attacchi e stile usati
dall' artista che di solito era un pianista famoso. E'
chiaro che potevano trovarsi solo nelle case dei ricchi.
Altro tipo di prodotto di Hupfeld erano gli "Orchestrion"
così grandi da togliere il respiro. "L’ Helios" o il
"Panorchestrion" erano tanto grandi che assomigliavano ad
edifici. Il più mostruoso fu " l’ Helios V" (altezza
m.4,50; larghezza m.6; profondità m.2,50) che conteneva
1500 canne, 5 tamburi, un triangolo, un tamburino,
nacchere, uno xilofono ed altri effetti, si da poter
rappresentare un'orchestra di centoventi componenti.
Pagando qualche extra si poteva avere lo strumento con due
rulli suonanti successivamente, senza interruzione;
centoquaranta pezzi.
Un'altra novità dell' Hupfeld fu il "Phonolistz-Violina"
questa macchina imitava il violinista, con tre o sei
violini. Il costruire un violino automatico rappresentava
veramente un fatto rilevante. Pochissime case ci sono
riuscite. Negli USA i prodotti di Hupfeld vennero venduti
da E.Boecker Organ e Orchestrion Company di NYC. Nel 1849
Michael Welte presentò una "Orchestra" meccanica che gli
aveva preso tre anni per costruirla, con 111 canne e tutto
un insieme di strumenti orchestrali. Divenne
conosciutissimo in tutto il mondo. Lungo tutta l'epoca
delle "Orchestre" che durò dal 1950 al 1930 la maggior
caratteristica di queste macchine fu la loro somiglianza a
vere orchestre. Nel 1865 Welte aprì una succursale a New
York e le "Orchestre" cominciarono a diffondersi anche in
USA. Fino al 1887 furono operate dai cilindri, come tutti
gli strumenti meccanici dell'epoca, poi, dopo il 1887,
introducendo sul mercato il rullo di carta perforata, i
cilindri vennero eliminati, anzi la ditta cambiava ai
precedenti acquirenti il cilindro di legno con il rullo di
carta perforata senza pretendere pagamento extra.
Le prime "Orchestre" di Welte erano divise in due gruppi:
"Cottage Orchestrion" e "Concert Orchestrion", le prime di
formato piccolo, l’altro grande, e spesso venivano
costruite sul posto per inserirle nel modo giusto. Poi
anche suddivisi in "Brass Band Orchestrion" che
rassomigliavano ad organi da banda o giostre, l'altro
"Piano Orchestrion" che rappresentavano anche effetti
scenici esempio il "Welte Brisgovia BI" che rappresentava
un panorama tedesco con montagne, treno in movimento ,
tunnel, cascata.


A
sinistra: Hupfeld Phonoliszt Violina, pianoforte automatico
dotato di violini automatici suonati da dita meccaniche e
da un arco circolare.
A destra: particolare del modello a due rulli
perforati.
Tra le
piccole, apparse sul mercato, dobbiamo ricordare i
"Welte-Mignon". Appena apparvero, all’ inizio del secolo,
fecero sensazione; erano pianoforti che riproducevano
esattamente l’espressione del pianista. I fonografi già
avevano reso possibile la riproduzione delle voci e i suoni
degli strumenti , ma solo la prima in modo ottimo, mentre
le qualità e risonanze del piano erano completamente
perduti per le differenze struturali. I Welte-Mignon
riproducevano invece esattamente i suoni. Gli affari furono
così fiorenti che i nipoti di Michael Welte formarono in
America un'altra società, per la fabbricazione degli
stessi, con la Rudolph Wuilitzer Company associata per il
49%. Il "Philarmonic Autograph Organ" venne creato sui
principi del Mignon.
La prima guerra mondiale chiuse gli affari della Welte in
America (mentre in Germania la ditta continuò per altre due
decadi fino alla seconda guerra mondiale, quando gli
alleati bombardarono gli edifici di Welte a Friburgo).
Il mercato delle "Orchestre" in America venne assorbito
dalla Wurlitzer, Seeburg e altre nuove Società. In quanto
al mercato dei pianoforti, la parte del leone è stata fatta
dal "Duo-Art" dell’ Aeolian e dall’ "Ampico" dell' American
Piano Company.
Vogliamo precisare che oltre a Welte e Hupfeld, che erano
le forze dominanti per il mercato delle "Orchestre", vi
erano tanti affari che prosperarono altre società quali
Dienst, Popper, "Weber" "Frati", Blessing, Philipps ed
altri.
In America, la maggior parte dei pianoforti e "Orchestre"
di origine tedesca, importati dal 1880 al 1890, erano
venduti a privati. Furono gli Americani ad assaltare i
luoghi pubblici, all'inizio del XX secolo.
Sopra: Grande organo meccanico a lettura pneumatica su
rullo forato costruito dalla Welte & Soehne denominato
"Welte Cottage Orchestrion". Accessoriato di percussioni ci
troviamo di fronte a una vera e propria orchestra con
registri di viola, flauti, trombe, voce corale, principale,
bordone. La Welte costruì diverse versioni di questo
strumento, alcune addirittura enormi, che vennero
commissionate dal sultano di Delhi, dal sultano di Turchia
e dal Pasha Tito Hakekyan. Dal punto di vista tecnico, con
questo strumento, ci troviamo di fronte ad una meraviglia
di poco inferiore al "Philarmonic Autograph Organ", l'altro
gioiello Welte interamente reproducing. Anche quest'organo,
infatti, avrebbe potuto essere reproducing se non fosse
stato costruito per il più svagato divertimento e non
destinato, quindi, alla seria riproduzione di opere famose.
Capitolo 2
In America, i pionieri del piano operante con moneta, fu la
Ditta Roth & Engelhardt (poi operante come Peerless
Piano Player Company ed infine, come National Electric
Piano Company) di St. Johnsville,NY. Iniziò nel 1898 con
"stile D", mise sul mercato una dozzina di diversi modelli
con i nomi di "Peerless" e "Engelhardt".Dal piccolo
pianoforte suonante 44 note, alle larghe "orchestre" a
forma di piani verticali con altri strumenti aggiunti nella
cassa superiore. Uno dei modelli più in voga fu il modello
"Wisteria". Una forma di pubblicità che usava la Casa era
dire che "i loro pianoforti non intendevano imitare gli
artisti umani". Fecero anche pianoforti a 88 note e rulli
perforati con quindici selezioni. Nonostante i buoni affari
la Ditta fallì qualche anno dopo il 1913 (al posto della
sua ditta, oggi, è una fabbrica di scarpe). La Player Piano
Manufacturing Company costruì la linea "Rhapsodist" quasi
del tutto sconosciuta oggi. Nel 1899 entrò sul mercato la
Rudolph Wurlitzer Company, Cincinnati, con il "Tonophone"
un pianoforte operato da cilindro con dieci arie, costruito
da Eugene Dekleist di North Tonawanda, New York.
Come abbiamo detto, con il ventesimo secolo divenne sempre
più maestoso il mercato di questi strumenti. L'avvento del
cinema muto contribuì alla diffusione di essi, infatti, per
accompagnare le immagini sugli schermi venne creato il
"photoplayer" (suonatore per immagini) e così richiamare
gente. Quasi tutte le ditte ne crearono dei modelli, di
solito più grandi del normale per poter riprodurre con esso
anche diverse specie di rumori. I photoplayer vennero
chiamati pure "nickelodeon" tale termine venne in uso con
riferimento ai piccoli teatri ove l'ingresso era di cinque
centesimi.
Pur essendo pianoforti a gettone e i photoplayer tipi
diversi di macchine, e usati per scopi diversi, erano
indiscutibilmente legati l' uno all' altro. Di solito la
stessa ditta faceva ambedue usando fondamentalmente le
stesse parti, lo stesso sistema meccanico e spesso gli
stessi rulli.
La J.P.Seeburg Piano Company entrò in gioco il 1907 e fu
presto molto nota. Il suo successo tra l’altro fu anche
dovuto alla standardizzazione dei suoi modelli e rulli. Chi
comprava nel 1911 il suo "Stile G" nel 1925 lo trovava
identico a quello costruito in quell’anno, a parte
particolari esterni. Seeburg lanciò il rullo "A" (definito
"S" nei primi anni) che aveva effetti di mandolino e, a
volte, uno strumento extra, quale lo xilofono e un set di
canne. Poi il rullo "G" (detto precedentemente "SS", usato
nelle "orchestre" che aveva perforazioni per suonare
tamburi, triangolo, cembalo ed altri effetti. Il rullo
stile "H" (detto "SS") fu una eccezione, e fu usato solo
nel "Seeburg J" e nel "II Solo Orchestrion" e su qualche
altro tipo di photoplayer.
Giudicando dalle macchine che sono sopravvissute
(sfortunatamente i primi modelli della Seeburg Co. sono
scomparsi) i primi anni di boom americani, fino al 1920,
furono si può dire, della Seeburg Company. Il "KT
Orchestrion" il "KT Special" lo "Stile L" (detto dai
collezionisti "junior Seeburg" piano verticale con effetti
di mandolino, lo "Stile E" furono tutti best-sellers. (Lo
"Stile L. Automatic Orchestra" è uno strumento molto raro a
trovarsi).
E.S.Link, a Binghamton, New York, iniziò nel 1915. Ebbe
buona classe. I suoi strumenti avevano effetti di flauto ed
arpa.
La Chicago's Marquette Piano Company ebbe grande
reputazione di qualità con i suoi "Cremona". Grande linea
di materiali anche esteticamente. Alcuni di questi
incorporavano un selettore per scegliere una musica
preferita. Aveva una produzione di 1000 a 2000 macchine
l'anno. Nel 1924 crearono un' altra società la Western
Electric Piano Company che concentrò i propri sforzi su
piccole macchine verticali con rullo A. Il più popolare
modello dovette essere il "Selectra Model B" che aveva
effetti di pianoforte, mandolino, xilofono e il selettore
per le musiche.
L' Operator's Piano Company di Chicago creò la serie dei
"Coinola" che è tra le migliori per bontà di suono. La
"Coinola Orchestra" usava il rullo "stile O" che aveva una
speciale sezione, diciamo di contrappunto, per cui
campanelli, xilofono, o strumento a fiato potevano suonare
i contrappunto alla melodia del piano. Questo arrangiamento
era usato in qualche altro tipo di rullo come "R" e "M" e
qualche tipo dei rulli di Wurlitzer, mentre, per la maggior
parte, i rulli non avevano la sezione del "a solo" ma gli
strumenti diversi suonavano la stessa nota insieme. Lo
"stile O" suonava anche arrangiamenti di sincopato. Il tipo
standard dei Coinola Orchestrion fu lo "Stile X" di cui
però, sono restati pochi esempi. Come altri prodotti della
compagnia questo venne lanciato sul mercato con diversi
nomi "Seltzer" (venduto dalla Seltzer Co.)
"Muihtitone"(venduto da Welte e Figli) "Empress Electric
Stile Y" (venduto da Lyon & Healy). Sfortunatamente per
i collezionisti i due più grandi orchestrion CoinoIa, il
"CO" e il "SO" non furono introdotti sul mercato prima del
1920, epoca in cui il gran mercato degli orchestrion era
finito. Per cui questi modelli sono oggi estremamente rari.
Uno dei più curiosi tipi venduti dalla Operator's Piano
Company fu il "Rock-Ola" a gettone che però fu considerato
illegale perchè poteva essere legato anche ad un giochetto
di scommessa, (restituiva delle monete), e quindi
pochissimi ne furono venduti.
La Berry Wood Piano Company di Kansas City, pur
pubblicizzando molto lavorò dal 1913 a11920. La North
Tonawanda Musical Instrument Work, NY, fu creata nel 1908.
Il loro prodotto più conosciuto fu il "Pianolino" un
piccolo piano ad archi che utilizzava un rullo senza fine
(cioè un rullo che si riavvolgeva automaticamente). Lo
strumento più grande fu invece il "Mando-Orcestra",
introdotto nel 1921; anche di questi ne furono fatti pochi
tipi. Le macchine di questa società vennero anche vendute
sotto la targhetta "Capitol" della Capitol Piano and Organ
Company N.Y.C.
Troviamo sul mercato molte altre ditte: Niagara, Johnson,
Rhapsodist, Chicago Electric, Electrova, Nelson-Wiggen. Ma
Seeburg e Wurlitzer rimasero i maggiori, anche
internazionali. Furono sperimentati altri strumenti
meccanici ma non ebbero successo.
L' American Automatic Banjo Company creò un "banjo" a
gettone. In questo campo il maggior successo fu raggiunto
dalla Mills Novelty Company di Chicago che creò il
"Violano-Virtuoso", un violino suonato automaticamente da
un arco e da piccole dita magnetiche. Oltre 4000 macchine
di questo tipo vennero vendute a 3,200 dollari l’una. Meno
successo ebbe il "Viol-Cello" che voleva imitare un
quartetto di strumenti a corda. Del Viol-Xylophone che
usufruiva dello xilofono invece del piano, se ne fecero
pochissimi. Nei primi anni del secolo ventesimo era una
continua gara di tali prodotti mostrati a Fiere ed
Esposizioni.
L'era degli "orchestrion" si chiuse con il Proibizionismo
nel 1920.
Con la chiusura dei maggiori locali notturni, bar,
ristoranti, si persero i migliori clienti. Tra il 1920 e
1930 i più popolari furono i piani a tastiera o a
armadietto e i piccoli orchestrion di Seeburg, e come
pianoforti a gettone quelli di Nelson-Wiggen e Western
Electric. Il cinema sonoro nel 1926-27 rivoluzionò
completamente il mercato; ed ancora la popolarità della
radio e dei grammofoni. La fine completa avvenne nel 1930
con la Depressione. Molti strumenti furono distrutti per
usufruirne altrimenti le parti interne. L'orchestrion
disparve dalla scena americana.

Sopraa: Organo da ballo De Cap. De Cap portò l'arte di
Gavioli al suo massimo ed ultimo splendore perdendo però
molto ella vecchia poesia. I suoi organi imitavano le
orchestrine da ballo in maniera eccezionalmente
efficace.
Capitolo 3
La Wurlitzer Company certamente fu in America la maggiore
Compagnia nel settore. Dal piccolo "Pianino" al gigantesco
" Paganini Violin Orchestra" aveva un tipo per tutti i
gusti e per tutte le borse. Operò dal 1899 a11930. (Rudolph
Wurlitzer, figlio di un artigiano musicista, nato a
Schoeneck in Germania nel 1831, emigrò nel 1853 negli USA).
Dopo aver tentato molti mestieri tornò alla sua passione,
lo strumento musicale, prima importandoli da suo padre
dalla Germania, poi mise su una piccola fabbrica di
tamburi.
All'inizio del 1880 l'America cominciò ad interessarsi
molto delle scatole musicali importate dalla Francia, della
Germania, dalla Svizzera, che operavano tramite dischi
metallici. Erano prodotti in massa dalla Symphonion,
Criterion, Stella, Regina, Polyphon ed altri. Rudolph
Wurlitzer, che aveva gran fiuto negli affari, prese
l'esclusiva dalla Regina per vendere tutti i suoi prodotti
musicali. Nel 1896 persuase la Regina a equipaggiare le sue
scatole musicali, specie quelle grandi con disco da 27
pollici, con dispositivo per azionarli a moneta; ogni
nickel avrebbe azionato un pezzo musicale dalla "Orchestral
Corona".

Sopra: Piano Orchestrion Regina. Uno dei modi più bizzarri
di automatizzare un piano è senz'altro il farlo funzionare
a dischi. Così ha fatto Regina Music Box Co. con questo
strumento in cui il grande disco metallico a punte
aggettanti trascina i martelletti del piano fino a che,
liberatisi, per effetto di una molla, vanno a percuotere le
corde (sistema molto simile a quello dei piani a cilindro).
Il timbro dello strumento è molto simile a quello degli
antichi piani da tavolo I dischi del Regina possono
adattarsi anche agli strumenti della Polyphon di
Lipsia
Il
grande successo che si ottenne fece capire al Wurlitzer la
gran fortuna che poteva avere la musica a gettone. In
quegli anni Howard Wurliter, figlio primogenito di Rudolph
venendo a contatto di Eugene Dekleist, nativo di Dusseldorf
Germania, già operante in USA, in una sua visita a
Cincinnati, gli suggerì di provare a costruire un
pianoforte a gettone. Gli ci vollero due anni. Nel 1899 fu
messo sul mercato con il nome di "Tonophone". Enorme
successo. In un anno o due Wurlitzer divenne il solo agente
dei prodotti di Dekleist.
Il successo del Tonophone spinse allo sviluppo di altre
macchine a gettone: il piccolo "Pianino", il "Mandolino
Quartetto" e "Mandolin Sestetto", tutte vendute con
targhetta Wurlitzer. Nel 1908 Wurlitzer assorbì le azioni
del Dekleist che non aveva più una gran voglia di lavorare
preferendo tornare a Berlino. Intanto nel 1902 Rudolph
inviò in Germania per praticare bene il tedesco un altro
figlio, Farny. Nel 1902, visitando la fiera di Lipsia
insieme al fratello Howard scoprirono per la prima volta
gli "orchestrion" di Hupfeld. Chiesero ad Hupfeld
l’esclusiva per la vendita in America ed insieme la
possibilità per Farny di lavorare qualche mese nella loro
fabbrica. Ciò non venne concesso. Per cui si volsero alla
Ditta Philipps, che permise ciò. Si iniziò ad importare in
America quattro Orchestrion della ditta Philipps che
vennero venduti come "Wullitzer Piano Orchestra".
Nel 1906 Farny, tornò a Cincinnati e fu incaricato della
direzione del Compartimento strumenti musicali.
In Germania la Polyphon, che primeggiò tra tutti i
costruttori europei di strumenti a disco metallico, arrivò
a crearne un modello con grandi dischi che si cambiavano
automaticamente per mezzo di un braccio metallico, proprio
come nei juke box.

Sopra:
Euphonion, grande strumento a pettine metallico e disco.
Era uno strumento creato per le case e per i caffè, dove
era necessaria una musica di sottofondo, più che da ballo.
Grazie al pettine metallico, l'arrangiamento delle musiche
è particolarmente ricco ed il timbro molto vario, dolce e
per nulla aggressivo. L'avviamento è a moneta, come juke
box. Motore e pettine sono della Polyphon, ma lo strumento
è stato montato in Austria, su concessione. Di questo tipo
di strumenti a disco ne furono costruiti in tutte le misure
e con tutti gli accessori possibili ed
immaginabili.
Capitolo IV - V -VI -VII
Dopo il Tonophone (1899) dal gran successo, pubblicizzato
in un modo che conoscono perfettamente solo gli americani,
costruito nel corso di dieci anni in due tipi, con tastiera
e senza tastiera con cilindri che potevano essere affittati
a 5 dollari l’uno, fu la volta del "Pianino" , ( 1902) il
primo strumento della Wurlitzer che operava con rullo di
carta perforata, a 44 note, sei selezioni.
Della stessa epoca abbiamo l' "Electrova" venduta dall'
Electrova Divisionla "Automatic Pianova" di Mills", ma il
"Pianino" ebbe maggior successo.
Era fornito di rullo che si riavvolgeva automaticamente in
trenta secondi, punto di vantaggio, per es. sul Pianolin
della North Tonawanda, inoltre, volendo, si poteva regolare
il tempo (veloce,piano). Fu venduto molto bene fino al 1920
con successivi miglioramenti.
Altra caratteristica di Wurlitzer, che i suoi rulli erano
usufruibili da diverse macchine. Il "Violin Pianino" oltre
al suono del piano e del mandolino aggiungeva 21 canne di
violino e 21 di flauto, venduto fino al 192, Il "Bijou
Orchestras" conteneva 44 note di piano, mandolino, 21 canne
di violino, 21 di flauto, uno xilofono e un tamburo.
Giudicando dalla rarità di questi pezzi oggi, pochi ne sono
stati costruiti. Comprendeva pure un ricambio automatico di
rulli, fino a sei rulli poteva contenere.
Nel 1908 il Wurlitzer 65-Note-Player fu introdotto per
rimpiazzare il Tonophone. Alla stessa epoca introdotto
anche il "Violin Piano" che comprendeva un piano a 65 note
e un set di , 38 corde di violino. A differenza del "Solo
Violin Piano" degli anni successivi, suonava le stesse note
che suonava il martelletto del piano.
Infine fu creato il "Violin-Flute-Piano" più tardi chiamati
"Wurlitzer Orchestra piano" che aggiungevano tamburi e
triangolo. Tutte le "orchestre" che usufruivano del rullo
standard di 65 note avevano la tastiera per poter suonare
volendo, anche il piano solo. Nei primi tempi, su richiesta
si otteneva lo strumento con rullo cambiabile; poi questa
facilità venne incorporata in tutti. Nel 1925 sette tipi di
rulli erano venduti dalla Wurlitzer .
I primi rulli Wurlitzer erano fatti di carta rossa
importata dalla Germania poi si scoprì una fabbrica in
Pensilvania che poteva dare della carta verde, più forte.
L'unico guaio della carta la sensibilità all' atmosfera.
Negli ultimi anni la carta fu paraffinata. Inoltre costruì
3000 o 4000 arpe. Ne sono sopravvissute forse due dozzine.
In quanto ai Piano-Orchestra fabbricata da Wurlitzer dal
1914 al 1920 rappresentano i più grandi orchestre manufatte
negli USA in una base di produzione. Nel 1912 vennero
standardizzati in due gruppi "Mandolin Piano Orchestre"
"Concert Pian Orchestra".

In alto: Triola Mandolin Zither. Cetra automatica inventata
da Paul Reissner, l'anima della Polyphon. Ogni corda della
cetra ha una plettro che, quando il meccanismo è in
movimento, è costantemente in movimento. I plettri riescono
tuttavia a raggiungere le corde solo quando la leva
corrispondente del foro sulla carta ritorna alla sua
posizione naturale per mezzo d'una molla. In alto a destra:
Triola a disco, sostanzialmente simile allo strumento
precedente.
Capitolo VIII
Come
abbiamo detto, molti hanno tentato di fare il violino
meccanico. Il primo modello di Mills "Automatic Virtuosa"
apparve nel 1905 o 1906. A questo fu aggiunto l'
accompagnamento del piano nel 1908 e si chiamò "Violano
Virtuoso". Ebbe enorme successo. Poteva anche suonare senza
l' accompagnamento del piano. Il "Royal Violista" costruito
nel 1910 dal Prof. Wauters che lavorava per l' Automatic
Musical Company di Binghamton e che più tardi lavorò per la
Wurlitzer. Questo modello fu uno dei due tipi costruiti.
Non ebbe successo.
La Wurlitzer mise in commercio il "Solo Violin Piano" e il
"Paganini Violin Piano". Imitavano il suono del violino con
canne di legno. Il "Paganini Violin Piano" fu importata da
Philipps, Germania. In realtà il Paganini era un pianoforte
al quale erano aggiunte le canne per il violino; invece al
"Paganini Violin Orchestras" aggiunte canne d’organo,
xilofono cimbali, tamburi, triangolo, nacchere tamburino.
Carissimo di prezzo pare che ne siano stati importati tre
dalla Germania.

Sopra:
Violano virtuoso. E' uno strumento prestigioso prodotto
dalla Mills Novelty Co. di Chicago sul brevetto di Konrad
Sandell (1904). Si tratta di un pianoforte con le corde
arrangiate simmetricalmente (i bassi al centro), che suona
assieme ad un violino. Funziona a rullo di carta perforata,
con spazzole elettriche. I martelli del pianoforte sono
azionati da elettrocalamite. Per il violino la soluzione
ideata da Sandell permetteva di raggiungere con un violino
solo l'effetto che Hupfeld raggiungeva con tre: anzichè
avere un solo archetto circolare, nel Violano ne abbiamo
uno per corda consistente in una rotellina in materiale
sintetico particolarmente resistente posto sopra ciascuna
corda e fatto ruotare di moto continuo ed uniforme. Quando,
dietro comando del rullo, la rotellina viene abbassata
sulla corda si ha un effetto di sfregamento che è quasi
uguale a quello del tradizionale archetto di crine. Sulla
tastiera del violino abbiamo invece una serie di ponticelli
che tendono la corda all'altezza desiderata ed hanno quindi
la funzione delle dita del violinista. Il risultato
d'assieme lascia stupefatti per la bellezza del suono,
l'agilità dei passaggi e la coerenza di dialogo tra i due
strumenti.
Sopra: particolare del violino inserito all'interno del
Violano virtuoso
Wurlitzer e Philipps erano a conoscenza del successo del "Violano Virtuoso" e del "Phonolist Violina" di Hupfeld. Essi cercarono di difendere i loro prodotti dicendo che non usufruendo di veri violini, era possibile tenere lo strumento accordato più a lungo. In realtà il Violano Virtuoso si manteneva accordato a lungo per un sistema di pesi che teneva costante la tensione delle corde, mentre l' altro necessitava di accordature frequenti. Nonostante gli sforzi del "Paganini Violin Piano" ne furono venduti poche centinaia. Il "Solo Violin Piano", era un piano verticale con 55 canne di violino. Attraverso uno speciale sistema di perforazione si poteva suonare solo il violino con accompagnamento del piano. Anche di questo poco mercato.