Restauro del Vorsetzer Welte
di
Leonardo Perretti

Sopra:
schema costruttivo del Vorsetter Welte
E' stato avviato il 12 settembre 2004, in concomitanza con
la consueta mostra-mercato di musica meccanica di Longiano,
il restauro del Vorsetzer Welte del Museo Marini di Savio.
L'idea, o direi quasi la necessità di questo restauro,
nacque in occasione del concerto tenutosi esattamente un
anno prima presso il Teatro Petrella di Longiano, dedicato
alle esecuzioni "dal vivo" di musiche incise su rullo
perforato da grandi pianisti del passato. Si evidenziò in
quell'occasione che l'AMMI non disponeva, direttamente o
indirettamente, di uno strumento adeguato per questo tipo
di manifestazione, tanto che per quel concerto si rese
necessario affittare lo strumento da un museo tedesco. Si è
ritenuto quindi che fosse di primaria importanza poter
disporre di uno strumento funzionante di questo genere, per
poterlo utilizzare per concerti ed altre manifestazioni
pubbliche, ma anche in occasione di dimostrazioni e lezioni
per " addetti ai lavori" (musicisti, studenti di
conservatorio ecc.). Grazie all'azione infaticabile del
nostro presidente Franco Severi, e alla disponibilità delle
eredi Marini, si è così arrivati all' inizio di questa
avventura, che, secondo i programmi, si completerà con il
concerto previsto per il prossimo festival di musica
meccanica che si terrà a Longiano nel settembre 2005.
Nell'ambito
della musica meccanica, gli strumenti dalla Welte occupano
sicuramente un posto di primissimo piano per la perfezione
della realizzazione tecnica, ma anche per l'originalità e
la genialità delle soluzioni funzionali introdotte. La
Welte & Soehne fu fondata nel 1832 da Michael Welte,
che aveva imparato negli anni precedenti l'arte della
costruzione dei flotenuhr nella Foresta Nera.
Nel corso della sua attività, Michael Welte cominciò ad
accrescere il numero di canne con registri ed effetti che
imitavano l'orchestra, al punto che l'organo acquistò una
tale importanza in questi strumenti, che l'orologiò venne
eliminato, e a questi nuovi strumenti venne dato il nome di
"Orchestrion". Nel 1872 Michael Welte si trasferì a
Freiburg, dove morì nel 1880, lasciando la ditta nelle mani
dei suoi tre figli maschi, che ne continuarono l'attività.
Nel 1887 la Welte brevettò il sistema pneumatico di
incisione e riproduzione musicale su rotoli di carta
perforata, in sostituzione dei cilindri chiodati.

Sopra:
Edwin Welte.
Da notare il rullo di carta perforata che tiene in mano.
Fu questa un'innovazione rivoluzionaria per la musica
meccanica; i rulli di carta perforata, infatti,
presentavano una maggiore facilità di realizzazione e una
migliore maneggevolezza rispetto ai cilindri chiodati, ed
erano anche maggiormente adattabili alla produzione
industriale, che si andava grandemente sviluppando in
quegli anni. I grandi Orchestrion della Welte diventavano
intanto famosi in tutto il mondo, e venivano venduti anche
a personaggi ricchi e famosi, i cui nomi erano utilizzati
dalla Welte nelle brochure pubblicitarie. Nel 1890 la Welte
applicò il sistema a rulli perforati al pianoforte, ma la
resa era piuttosto meccanica e inespressiva; i presupposti
per una svolta in questo senso si concretizzarono nel 1901,
quando nella gestione della ditta entrarono Karl ed Edwin
Welte, della terza generazione della famiglia, e Karl
Bockisch, che aveva sposato una sorella di Edwin. Karl
Bockisch ed Edwin Welte, con la collaborazione di Hugo
Popper, furono gli artefici dell'invenzione che, ancora una
volta,. rivoluzionò la musica meccanica: il Reproducing
Piano. A differenza del comune piano meccanico, con
cilindro chiodato o con carta perforata, il reproducing
piano permette di riprodurre quella che è la caratteristica
più spiccata del pianoforte, cioè l'espressività, intesa
come possibilità di graduare l'intensità sonora delle note
prodotte. Il sistema completo comprende una macchina
piuttosto sofisticata, collegata ad un pianoforte
modificato, che registra l'esecuzione dal vivo di un
artista con dei segni ad inchiostro su un rullo di carta;
questa registrazione viene successivamente corretta e da
essa si ricava un rullo detto " master", che viene poi
riprodotto tramite appositi perforatori in centinaia o
migliaia di copie di rulli perforati, che venivano vendute
al pubblico. La macchina riproduttrice, cui venne dato il
nome di Welte-Mignon, è in grado di "leggere" le
perforazioni tramite un sistema pneumatico a depressione,
azionando i tasti del pianoforte; l'espressione e
codificata su apposite linee di perforazione, che comandano
un dispositivo, anch'esso pneumatico, il quale gradua
l'intensità con cui i tasti percuotono le corde.
L'espressione, nel Welte-Mignon come in altri reproducing,
non permette di graduare l'intensità dei singoli tasti, ma
agisce su due raggruppamenti di essi, bassi e soprani.
Questo, che potrebbe sembrare una limitazione nella
restituzione dell' espressività, in realtà permette una
buona approssimazione dell'esecuzione reale. Il
Welte-Mignon fu brevettato nel 1904 e, nelle intenzioni di
Edwin Welte, non era destinato ad esecuzioni pubbliche, ma
ad un uso privato, permettendo di ascoltare le esecuzion i
dei grandi maestri in casa propria. Grandi musicisti
incisero rulli per il Welte-Mignon, che ebbe in catalogo
migliaia di titoli. Il sistema fu prodotto in molte
varianti, alcune installate all'interno di normali
pianoforti, altre in sostituzione della tastiera, altre
ancora, come il Vorsetzer (dal tedesco "vorsetzen ",
mettere avanti, anteporre), che è il soggetto principale di
questo articolo, che veniva applicato alla tastiera di un
normale pianoforte, e ne azionava i tasti per mezzo di
levette munite di feltri, così che il Vorsetzer assunse
anche la denominazione di "dita meccaniche". Pur essendo
uno strumento di costo rilevante, il Welte-Mignon conobbe
un successo grandioso, anche in America, dove fu prodotto
in alcune varianti. La sua produzione continuò fino al 1932
quando, a causa della depressione economica e
dell'affermarsi dei nuovi sistemi di riproduzione musicale,
perse definitivamente di interesse presso i consumatori.

Sopra:
Leonardo Perretti durante il restauro del
Vorsetzer
Lo strumento che è attualmente in restauro è uno dei primi
modelli prodotti dalla Welte con tre pompe pneumatiche a
depressione azionate da un motore elettrico. Il suo stato
funzionale al momento del ritiro era di totale
inefficienza, principalmente a causa dell' invecchiamento
dei materiali, ma anche per il prolungato inutilizzo. Si è
così optato per un intervento radicale, che comporterà la
revisione di ogni singola parte con sostituzione dei
materiali deperibili.