I musicanti italiani erano in ansiosa aspettazione, di cosa?
L’incontro con altri musicanti che, provenienti da diversi paesi di Europa si ritrovano nella ridente cittadina in provincia di Forlì, Longiano per il festival della musica meccanica.
Un incontro gioioso di persone che non si conoscono intimamente ma che condividono la medesima passione, godendo della reciproca compagnia. I musicanti pur essendo persone estremamente erudite, mostrano un animo di fanciullo soprattutto nei loro incontri conviviali perché l’amore per la musica li unisce in modo autentico e sentito.
L’ospitale città di Longiano crea una atmosfera serena per questi uomini e donne che sanno esprimere la loro interiorità poetica quasi idilliaca nelle due giornate di musica.
I vari organetti suonano lungo le strade principali quasi in contemporanea, ma non prevaricano l’uno sull’altro.
La musica che sprigiona dagli strumenti tenuti con somma cura è una musica pacata, romantica che ci riporta ad un tempo che fu che rievocata nel nostro cuore, allontana, anche se per pur breve tempo, dall’ assordante mondo di oggi.
Come è gratificante per dei musicanti strappare un sorriso al volto della gente che passa, interessata e incuriosita, sorriso che molti dimenticano in altre occasioni, presi come sono da un vortice di preoccupazioni.
Perché il sorriso? Perché il musicante muove la manovella dell’organetto come se accarezzasse un congiunto amato.
Tutto questo predispone lo spettatore a lasciarsi andare all’atmosfera accattivante che il suono rievoca.
Questa è l’impressione che io, come principiante-musicante, ho voluto rilevare. Se è così anche per gli altri che hanno partecipato alla manifestazione di Longiano sono felice di aver contribuito a creare qualcosa di magico !
Manuela Masoni