L'Antico Organetto
Organo
ufficiale di AMMI
Anno 1°
Anno
1 n°1
-Ricordando antiche Melodie
-Passato, presente e futuro della musica meccanica
-L'oggetto del desiderio
-Come funzionano...
-Il festival
-Il grammofono: La poesia Musicale del passato
-Breve storia della registrazione del suono
-2° Mostra scambio
-Mercatino
Nell’autunno del 1998 in Cesena, un gruppo di amici,
appassionati di musica meccanica, trascinati
dall’entusiasmo di Franco Severi, fondava AMMI
(Associazione Musica Meccanica Italiana).
Consci che non si poteva disperdere un patrimonio di
cultura e di tecnica che aveva visto l’Italia primeggiare
nei secoli passati fino al primo dopoguerra,l’AMMI si
sforza di preservare e diffondere questa cultura attraverso
una serie di iniziative che faranno conoscere e ricordare
il sapore di vecchie atmosfere, create dalle armonie di
questi antichi strumenti. Le moderne tecniche elettroniche
ed informatiche non devono cancellare questi progenitori
della musica. Non c’è competizione, ognuno ha il suo ruolo,
il suo posto nella storia degli strumenti musicali.
È molto importante non rinnegare il proprio passato ma
saperlo coniugare con il presente. Passato e avvenire sono
strettamente legati. Gli organetti sono la storia, e
l’organo elettronico è l’attualità, il secondo è figlio del
primo. A questo scopo organizziamo a Longiano (FC) l’11 e
il 12 di settembre il “terzo Festival europeo dell’antico
Organetto”, diffondiamo questo giornalino e partecipi amo
con i nostri strumenti a manifestazioni, feste e Sagre. Il
nostro auspicio è di vedere un sempre maggior numero di
persone avvicinarsi a questa vecchia espressione musicale
per godere del fascino della sua melodia.
Anno
1 n°2
-Suoni e silenzi e... antiche melodie
-Storia, poesia e musica per il piano a cilindro
-L'oggetto del desiderio
-Il gramofono nei capolavori cinematografici, l'importanza
delle trombe
-Profumo di organetti
-Festival internazionale dell'antico organetto
-Dicono di noi
-Il collezionista Cav. Carlo Piccaluga e sala dei ricordi a
Vignone
-Dove eravamo... dove saremo!
-Iseo cenni storici - culturali
-Mercatino
-3° Mostra scambio a Longiano
Se, per una qualsiasi magia, potessimo ritornare indietro
nel tempo, anche di solo 100 anni, prima delle grandi
invenzioni del nono secolo, la cosa che ci stupirebbe, più
di ogni altra, non sarebbe la mancanza del motore, delle
auto, del telefono, della radio e TV, dell’aereo, i simboli
della nostra civiltà, del progresso, ciò che ci stupirebbe
sarebbe scoprire resistenza del SILENZIO.
Nel viviamo nell’era dei rumori, del caos, del frastuono
dei nostri simboli di progresso e non capiamo e non
conosciamo il valore e l’importanza di qualcosa che per noi
non è mai esistito.
Un tempo era il SILENZIO accompagnato dai SUONI. Era il
suono del temporale, del tuono, della pioggia, dell’acqua
dei mari, l’abbaiare dei cani, il nitrito del cavallo e poi
la voce dell’uomo che ci chiamava e che mandava messaggi.
Ma all’uomo non bastava tutto questo, voleva imitare la
natura, esprimere delle emozioni, dei sentimenti, dare
libertà alla sua fantasia. Emozioni, sentimento e fantasia
crearono l’arte.
L’uomo che si avvicina alla natura, alla ricerca di Dio.
L’arte, la musica: la sublimazione dell’uomo. Prima due
sassi mossi ritmicamente, poi un otre di pelle che diventa
tamburo, infine la voce che accompagna il ritmo. Il canto.
L’uomo e la musica. La grande musica. Arriviamo al 600, la
musica barocca, il 700 la musica delle grandi sinfonie:
Vivaldi, Bach, Beethoven, Mozart. E poi la grande musica
lirica dell’ 800 italiano.
Musica grande, ma per pochi. Per i ricchi, i potenti,
suonata nelle corti, e nei teatri, dove il popolo e la
gente che l’aveva inventata, nei tempi dei tempi, era
esclusa. Il popolo poteva ascoltare la musica che i grandi
avevano composto per le chiese: musica sacra, pur bella,
pur esaltante, ma sempre requiem, alleluia, sempre Pater
Nostri, alla fine stancarono. E il popolo, con il suo
genio, con la sua inventiva tipicamente italiana costruisce
la PIANOLA, L’ORGANETTO.
Uno strumento complesso, ma semplice da suonare, un rullo
di legno con decine di migliaia di chiodi al posto della
musica e una persona che gira la manovella invece di un’
orchestra o di un solista.
E la musica popolare girava per le strade, per le fiere,
nelle umili case, poi nelle sale da ballo e infine nei
cinema muti di inizio 900; e così nacque, la musica
meccanica e così l’antico ORGANETTO.
E noi siamo qui per ricordare, per non dimenticare le sue
ANTICHE MELODIE.