del tamburo meccanico
di Leonardo da Vinci
Nasce dal lavoro manuale di appassionati di musica meccanica un'impresa ambiziosa: dar vita per la prima volta all'idea originale di Leonardo da Vinci di realizzare il tamburo meccanico. Il riferimento ad un disegno che compare sul celeberrimo Codice Atlantico, ma che solo la scoperta, alquanto recente (40 anni fa), del cosiddetto Codice di Madrid è stata in grado di chiarire in qualche suo dettaglio.
L'idea frutto del confronto tra il presidente dell'AMMI Franco Severi ed un appassionato cremonese, Ernestino Marchetti: un'idea nata dal nulla, come accade per le grandi cose, e l'impegno subito deciso di portare a termine l'idea.
L'AMMI patrocina il progetto del tamburo meccanico
che una volta ultimato verrà ospitato presso una
delle sette sale del museo che l'associazione
allestirà nella sede di Villa Silvia.
Ernestino Marchetti da parte sua ha costituito un
folto gruppo di lavoro che si sta occupando da mesi
della realizzazione pratica, ormai vicina alla sua
ultimazione. Un gruppo che ha l'epicentro nella
bassa cremonese, proprio a due passi da Villa
Medici del Vascello che ospitò la corte di Cecilia
Gallerani, la celebre Dama con l'Ermellino ritratta
da Leonardo, in una terra che lambisce il
territorio dei Gonzaga, che aveva un ruolo
preminente alla fine del '400 nel perfezionamento e
nella ricerca degli strumenti musicali.
Da sinistra a destra:
Franco Severi, promotore e presidente AMMI;
Ernestino Marchetti, coordinatore e responsabile
progetto;
Romano Meloni, responsabile laboratorio artistico
del legno.
Da sinistra a destra:
Giuseppe Sottili, fotografia;
Carlino Bozzetti, filmati tecnici.
Da sinistra a destra:
Osvaldo Barbi, Antonio Pozzi, Antonio Alberini
molle battitori
Ma tale gruppo ha coinvolto pure officine e
artigiani di province limitrofe in un crescendo di
entusiasmo.
Un'impresa, va detto, tutt'altro che facile, ma che
con un lavoro certosino che mescola meccanica,
tecnica, musica e, perchè no, ingegno, sta per
vedere la luce.
Un ruolo importante lo riveste l'architetto di Roma
Mauro Carpiceci, che direttore scientifico
dell'Associazione Culturale di Sion e studioso di
Leonardo, autore tra l'altro del libro "I
meccanismi musicali di Leonardo" e quindi profondo
conoscitore dell'argomento.
Da sinistra a destra:
Luigi e Fausto Gringiani, addetti laboratorio
tecnico lavorazione legno
Da sinistra a destra:
Fausto Aschieri, Giorgio Cattani, Giuseppe Corsini
addetti laboratorio meccanico.
Hanno inoltre partecipato al progetto:
Mauro Carpiceci, direttore scientifico
Vanni Ranieri, servizi stampa
Marco Dotti, disegno 3D
Marco Gianotto, consulente musicale
Umberto Paglia, collaudatore organi meccanici
Massimo Musianri, add. laboratorio di precisione
legno
Roberto Brozzi, disegno CAD-3D
William Strali, ad. documentario e sceneggiatura
L'architetto Carpiceci ha elaborato il disegno originale che si trova sul Codice Atlantico interpretandolo e mettendolo a disposizione del gruppo di lavoro. Raffigura una specie di carretto in legno che trasporta un grosso tamburo; i battenti sono 5 per ciascuna membrana (sono due, posizionate sulle due facce del tamburo) e sono collegati alle ruote, e attivati attraverso un complicato meccanismo di azionamento. Sempre a Roma sono state realizzate le due membrane del tamburo, e l'inizio del 2009 vedrà l'assemblamento dei vari pezzi. L'inaugurazione prevista per l'inizio della prossima primavera, e presto chiunque potrà assistere al funzionamento di quello che si può definire l’antenato della musica meccanica.
Vanni Raineri