Strumenti meccanici di Giuseppe Garibaldi

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Convegno
( Longiano, 10 Settembre 2005)

Nel corso festival 2005 di Longiano è statopresentato il restauro, eseguito a cura dell'AMMI, del piano a cilindro appartenuto al generale Garibaldi, custodito a Caprera nel museo a luidedicato. Lo strumento, costruito dalla ditta Mola di Torino, era veramente inpessime condizioni, il tempo ma soprattutto le pessime condizioniambientali dov'era stata custodita, hanno lasciato segni profondi, tantoche è stato necessario un massiccio intervento per riportarla al suoantico splendore. Trattandosi di uno strumento molto importante, il restauro è statoeseguito sotto l'egida della Sovrintendenza alle belle arti di Sassari.Il lavoro è stato molto delicato ed ha presentato numerosi problemi, non solo riguardanti lo strumento in se stesso, ma anche di carattere generale sulle modalità di restauro  degli strumenti musicali meccanici poiché mancava completamente una normativa adeguata, o meglio ancora, una casistica passata di interventi in questo campo.

La collaborazione con il tecnico restauratore signor Pietro Usai, che ha supervisionato i lavori, è stata proficua e costruttiva, gettando cosi’ le basi per una futura regolamentazione appropriata e funzionale.

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RELATORI DELLA CONFERENZA:

Sandro Pascucci -Sindaco di Longiano-Delegato Comunità Europea

Franco Severi -Presidente AMMI-Apertura dei lavori e presentazione dei relatori

Stefano Ghizzi -Soprintendenza B.A.P.P.S.A.E. di Sassari-Soprintendenze e restauri

Mirella Cavalli -Soprintendenza per il patrimonio SAE di Bologna-Conservazione e vincoli

Pietro Usai-Capotecnico restauratore Soprintendenza B.A.P.P.S.A.E. di SassariCaprera, Garibaldi e il suo amore per la musica meccanica

Alessandro Rossi -Ingegnare specialista in modellazione solida-Presentazione virtuale della tecnica di funzionamento

Dino Gianotto -Restauratore-Filosofia e tecnica di un restaurocomplesso

Marco Gianotto -Musicista Noteaur-Marcatura e spinatura del cilidro

Il convegno che ne è seguito ha sottolineato la straordinaria importanzastorica  della musica meccanica che non e’ stato privilegio di pochiappassionati, ma patrimonio di tutti. Moltissimi sono stati i costruttori che in passato hanno prodotto migliaia e migliaia di strumenti musicali meccanici, occupando anche un gran numero di maestranze e artigiani di grande professionalità. E’ stato ricordato anche l’ importante ruolo che ebbe l’ Italia nel panorama della Musica Meccanica soprattutto riguardo i piani a cilindro.  

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I relatori hanno ampiamente illustrato, ognuno per il  loro tema, i
compiti delle soprintendenze relativi ai restauri, alla conservazione edai vincoli relativi alle opere e alle importanti collezioni di strumentimusicali meccanici presenti sul territorio, e l'amore di Garibaldi  perla musica meccanica.Per la parte squisitamente tecnica è stata presentata unainteressantissima rappresentazione virtuale  del funzionamento dellostrumento, nel corso della quale  è stato possibile smontare  e rimontaretutte le parti che lo compongono. La  rappresentazione, che  ha riscossomolto gradimento, ci auguriamo possa essere  riproposta  anche aproposito di altri strumenti.A seguire  è  stata illustrata  la  filosofia adottata nel corso delcomplesso restauro, le particolari attenzioni adottate e le decisioniche hanno fatto si che, mantenendo come obiettivo primario lasalvaguardia massima dello strumento, questo potesse essere messo nellecondizioni di riprodurre  perfettamente i motivi musicali  notati sulcilindro.Infine  e’ stato  brevemente illustrato  ai convenuti:- la tecnica di musicatura e spinatura dei cilindri e cioè comel'organizzazione di semplici chiodi,  possa  riprodurre  perfettamentebrani musicali; - il lavoro di ripristino  e recupero delle melodie presenti sul piano  a cilindro “Mola” (fabbricante torinese della metà dell Œ800) ; - l’ esame totale della struttura del cilindro con il conteggio dei chiodi; - la verifica della “stradatura” dei chiodi rispetto al lettore meccanico che aziona i martelli. Gran finale : l’ ascolto dal vivo dello strumento con grande partecipazione dei presenti che hanno applaudito il vero protagonista del convegno : il piano a cilindro “Mola”.

Mostra
(Longiano, 10/11 Settembre 2005)

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Unita alla grande kermesse del Festival e al Convegno, non e’ da dimenticare la mostra dedicata a Garibaldi e al mondo della Musica Meccanica.Entrando nella Sala S. Girolamo ci si tuffava in una dimensione temporale strana: oggetti di metà 800 e personal computer, piani a cilindro e monitorsChe stranezza, verrebbe da dire, ma un filo conduttore univa tutto cio’ :
 l’essenza dell’ Eroe dei Due Mondi e il significato che ebbero le sue imprese.Infatti attraverso svariati tipi di strumenti musicali meccanici, risuonava l’ Inno di Garibaldi a sottolineare la potenza del messaggio a suo tempo lanciato.

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Grandi Carillon, piani a cilindro, organetti a canne, piani melodici Racca, a turno facevano sentire la loro voce del tutto unica e particolare unendo il pubblico in un'unica suggestione in questa strana mostra: una mostra che a differenza di altre “parlava”. Al centro della sala troneggiavano il piano a cilindro “Mola” e l’ Ariston appartenuti all’ Eroe dei due mondi: un baule con un cappello rosso ed alcuni effetti personali, davano l’ impressione che lui, proprio lui, fosse passato di lì, avesse appoggiato il cappello all’ angolo del baule e che fosse uscito in piazza, a parlare tra la gente.

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E proprio la gente usciva dalla Sala felice, conscia di un nuovo aspetto di Garibaldi, una parte dell’ uomo che non si studia a scuola, la parte del Generale che a sera si ritira ad ascoltare musica, duetta con gli amici e si lascia andare dopo faticose giornate.Interessantissima la parte della mostra dove si poteva visionare l’ interno del piano a cilindro attraverso l’ utilizzo di Pc: in questo modo oltre che a creare una banca dati di misure e concezioni costruttive e  strutturali (ora ancora inesistente nell ambito della Musica Meccanica) dava modo ai giovani di avvicinarsi a queste strane macchine musicali attraverso un mezzo a loro piu’ famigliare.

In chiusura di queste poche righe non resta che sottolineare che l’ unico neo di tutta questa grande “macchina” che per la prima volta si e’ messa in moto in Italia (convegno e mostra) e’ stato il breve tempo a disposizione: un evento del genere  merita di essere riproposto più a lungo nel tempo e nello spazio geografico per raggiungere un maggior numero di persone e contribuire a diffondere la Musica Meccanica attraverso tutta l’Italia.