2° fase del corso: il restauro
(Articolo apparso sulla rivista l’Antico organetto nel Dicembre 2006)

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(Leonardo Perretti con gli allievi)

Il corso di formazione professionale per tecnici costruttori e restauratori di strumenti automatici, di cui si è già parlato nello scorso numero di questo periodico, è in pieno svolgimento.

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(Il piano a cilindro de Vecchi da restaurare)

Mi sembra opportuno a questo punto esprimere alcune riflessioni sull’importanza, sia pratica sia simbolica, di questo corso, già in parte espressi negli articoli di presentazione del corso, apparsi, come detto, nel numero scorso.

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(Gli allievi smontano il piano a cilindro)

Prima della nascita dell’AMMI la musica meccanica in Italia era “terra di nessuno”; un numero ingente di strumenti sono andati perduti per la caduta di interesse negli strumenti automatici, o per meglio dire, per la caduta di conoscenza della loro unicità e importanza. La nuova costruzione, fermatasi già da molti decenni, si era andata esaurendo anche per ciò che riguarda la costruzione e musicatura di nuovi cilindri; uno degli ultimi musicatori provenienti dalla tradizione è scomparso solo pochi anni fa. Il restauro era affidato, tranne rare eccezioni, a restauratori improvvisati o a restauratori professionisti, esperti di strumenti simili, ma che consideravano questi strumenti di “serie B”, e li trattavano conseguentemente.
Questo corso segna, finalmente, un traguardo importante nella crescita e nell’attività dell’AMMI. Per la prima volta in Italia, e ritengo anche in Europa, nuovi operatori vengono istruiti e formati in maniera specifica e appropriata per trattare gli strumenti automatici nella piena consapevolezza della loro specificità e delle loro importanza. Insieme alle materie di base, che servono a costituire un background di conoscenze generali, le materie specifiche (Costruzione, Storia degli Strumenti Automatici, Musicatura e Restauro), curate dagli operatori dell’AMMI, offrono agli allievi la possibilità di conoscere direttamente gli strumenti, e toccare con mano, nel lavoro pratico quotidiano, le problematiche sia teoriche che pratiche della materia. Si cerca di far conoscere agli studenti tutti gli aspetti, anche quelli meno simpatici. Ad esempio, nel Laboratorio di Restauro, curato dal sottoscritto, gli studenti imparano, insieme agli interventi più raffinati, anche quei procedimenti “sporchi” (ripulitura, sverniciatura delle parti ecc.) che, pur essendo condotti nel rispetto delle normative di sicurezza, si discostano molto da una certa immagine oleografica del restauro come attività sterilizzata, da camici bianchi immacolati, che ormai fa parte dell’immaginario collettivo. Riteniamo invece che l’attività pratica reale metta gli allievi, tra l’altro, nella condizione di valutare le proprie attitudini e di misurare la propria “vocazione” per questo tipo di attività.

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(Parti smontate da restaurare)

Tutto bene, dunque ? Si, per il momento; ma, accanto alla soddisfazione per ciò che si sta realizzando, rimane la consapevolezza che moltissimo rimane ancora da fare. Quello che prima ho definito un traguardo, in realtà non è altro che un nuovo punto di partenza, forse più avanzato, ma che contiene in sé sfide ancora più impegnative. L’AMMI rimane un’Associazione giovane, così come giovane è la rinascita dell’interesse intorno alla Musica Meccanica in Italia. Nel corso degli anni, ci siamo sforzati di scovare e raccogliere ciò che rimane di una tradizione ormai scomparsa; abbiamo cercato di coniugare ciò che si è trovato, con esperienze e conoscenze acquisite in settori affini, per ridare corpo a quella tradizione. Abbiamo dalla nostra la particolare sensibilità e competenza esistente in Italia nel campo dei beni culturali, particolarmente per ciò che riguarda la tutela ed il restauro, che ci consente di accostarci agli strumenti musicali meccanici con un occhio attento al loro valore di documento storico-musicale, e non solo con un approccio esclusivamente utiltaristico.
Abbiamo fiducia che, anche tramite questo Corso di formazione, la Musica Meccanica e l’Ammi potranno avvicinarsi sempre più al traguardo prefisso.

Leonardo Perretti

<-- I° fase del corso: costruzione di piani a cilindro