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Corso di formazione professionale
per tecnico addetto alla costruzione
ed al restauro di strumenti musicali meccanici.

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(Gli strumenti in costruzione)

Questo primo corso, voluto dalla Soprintendenza di Sassari, dalla Regione Sardegna e realizzato con la collaborazione dell’Ammi, è dedicato alla più importante scuola italiana di musica meccanica: il piano a cilindro.
Il corso ha avuto inizio nell’ aprile 2006 ed avrà la durata di un anno.

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(Gli allievi al lavoro)

Perché questo corso?
Nel passato i piani a cilindro furono prodotti in grandissima quantità da circa un centinaio di costruttori italiani. Gran parte di questi strumenti sono andati distrutti, ma tanti, anche se in cattive condizioni, sono giunti sino a noi; e da qui la domanda: chi potrà restaurarli?
In maniera lungimirante la soprintendenza di Sassari e la Regione Sardegna hanno lanciato, primi in Europa, questo primo corso a cui ne seguiranno altri di specializzazione.

Nel seguente articolo Il Sig. Pietro Usai ci descrive come e perché è nato questo progetto, mentre Cristina Ghirardini illustra i progetti del corso.

Franco Severi (Agosto 2006)

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(Peppino Pagliarani mostra le parti dello strumento)

L’incontro con l’AMMI

Nel dare compimento all’incarico di responsabile della conservazione dei cimeli garibaldini custoditi nel Compendio Garibaldino di Caprera, come capo tecnico restauratore, mi misi il problema del recupero degli strumenti musicali meccanici appartenuti all’eroe Giuseppe Garibaldi.
Ma come affrontare e risolvere le problematiche conservative che essi presentavano quando, dopo circa tre anni di infruttuose ricerche, non si era trovata risposta ?
Dopo inconcludenti e vani tentativi presso restauratori di strumenti musicali ed organi, il dott. Rossi, consulente dell’Opificio delle Pietre dure a Firenze, ci suggerì di contattare l’AMMI .
E sin dal primo approccio l’associazione, nella persona del suo presidente Franco Severi, immediatamente si attivò per far si che si potesse aprire una collaborazione fattiva, proficua e costruttiva.
Ed è attraverso questo incontro che la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici e del Patrimonio Storico Artistico Etnoantropologico di Sassari e l’Associazione Musicale iniziarono un complesso lungo percorso conoscitivo e formativo finalizzato, inizialmente, alla manutenzione e restauro dell’Ariston, del Phathèphon e del piano a cilindro “Mola”.
Questo preambolo è ncessario per inquadrare la situazione di alta difficoltà che si deve affrontare in Italia, patria di tecnologie semplici e complesse allo stesso tempo che, applicate nel mondo musicale, hanno dato la possibilità di creare strumenti musicali meccanici come i piani a cilindro, quando si vuole trovare un operatore nel campo del loro recupero funzionale applicato con regole di massima conservazione dell’originale, sia tecnico che materico.
Ma, e qua iniziano le dolenti note per i cari amici dell’AMMI, quando un cane sciolto come me iniziò ad avere un interesse più profondo ed intrigante con il mondo, sino ad allora a lui sconosciuto, della musica meccanica, il semplice rapporto di collaborazione sugli interventi conservativi, ebbe una crescita in sapere e in proposte, che mi portarono a chiedere:
Perché l’AMMI non si propone come scuola per la formazione di operatori specializzati nella costruzione e restauro di questi strumenti?
Inoltrandoci nei tempi che furono, la storia ci insegna che si deve proprio a questa tipologia di tecnica meccanica applicata la diffusione popolare di melodie e ritmi. Infatti, nati a solo uso privatistico ed aristocratico, rivolto solo a piccole èlite, con la rivoluzione industriale e l’applicazione della genialità costruttiva di piccoli artigiani, ebbero grande importanza per la volgarizzazione della musica che, attraverso il loro utilizzo, uscì dai teatri e le case patrizie per aleggiare lungo le strade.
Si può ben dire che spalloni e piani a cilindro rappresentano la più grande scuola di musica meccanica della nostra Nazione; dai primi del XIX secolo sino agli anni venti – trenta del novecento, lo sviluppo e la produzione di questi strumenti fu enorme, raggiungendo il centinaio di costruttori in tutto il territorio nazionale.
Non c’è strada in Italia che non sia stata percorsa da un questuante con il suo “pianino”, o locale pubblico in cui non si sia ballato con un piano a cilindro a moneta, quale sorta di antesignano del più moderno juke box, oltre i tanti strumenti “popolari” ubicati nelle case o ville di privati. Di essi gran parte sono andati distrutti, ma tanti sono giunti a noi, anche se, purtroppo, in condizioni precarie.

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(Antonio Ioli mostra la martelliera)

La tecnica costruttiva del piano a cilindro, in auge sino agli anni trenta, quaranta, è andata completamente perduta mentre, allo stato attuale, esistono non pochi esempi di strumenti meccanici italiani a cilindro che, in assenza di una tradizione artigianale e professionale, rischia di deperire totalmente e per sempre.
Ed è proprio in questa ottica che, prima ed in via ufficiale, la Soprintendenza B.A.P.P.S.A.E. di Sassari, seguendo una propria linea comportamentale atta a salvaguardare questa particolare tradizione artigiana italiana, con comprensivi risvolti culturali e occupazionali, ha chiesto ed ottenuto, dalla Regione Autonoma della Sardegna, la predisposizione di un primo corso di qualificazione professionale, indirizzato alla formazione di artigiani specializzati nella costruzione e recupero di tali strumenti, sicura che i licenziatari possano avere un futuro lavorativo di grande soddisfazione.

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(Peppino Pagliarani con gli studenti)

Se il sottoscritto è stata la molla che, molto marginalmente, ha permesso l’attuarsi di tale corso, il merito maggiore andrà a coloro che si dovranno “sacrificare”, prestando la propria opera ed il sapere, stando lontani da casa e occupazioni, con il trasferirsi nella mia quasi sperduta città per insegnare.
A questi “sfortunati” si affiancheranno docenti provenienti dal Conservatorio e dalla stessa Soprintendenza di Sassari.
Ritenendo di parlare anche per i compagni di questa “avventura”, mi auguro che questa idea possa essere ripresa da altre realtà statali, regionali o locali e riversata su tanti territori, anzi tutta Italia, per far rivivere quelle sensazioni, pensieri ed emozioni che tanto ci mancano.

Pietro Usai (Agosto 2006)

Il corso

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Il corso per quindici tecnici addetti alla costruzione e restauro di strumenti musicali meccanici e strumenti a tastiera si è tenuto a Sassari nel corso del 2006 e per il quale l’AMMI è stata chiamata a fornire la consulenza e le competenze di alcuni soci (che sono intervenuti come docenti o come assistenti ai docenti alle attività di laboratorio) è una delle più stimolanti attività intraprese dalla nostra Associazione negli ultimi anni.

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(Il piano a cilindro smontato)

Il corso ha avuto una durata totale di 800 ore e la parte di laboratorio è stata volta principalmente alla costruzione e al restauro di piani a cilindro. 375 ore di lezione sono state tenute da docenti del Conservatorio di Sassari e della Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici e del Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Sassari; le rimanenti 425 sono state affidate a docenti dell’AMMI. In particolare esse sono state suddivise in 25 ore di storia degli strumenti musicali meccanici (affidate a Cristina Ghirardini), 200 ore di laboratorio di costruzione e musicatura del piano a cilindro e 200 ore di laboratorio di restauro (affidate a Marco Gianotto e a Leonardo Perretti, con la collaborazione di Antonio Ioli e Giuseppe Pagliarani in veste di codocenti).

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Sono stati costruiti tre piani a cilindro di piccole dimensioni a 20 note e sono stati restaurati alcuni piani a cilindro appartenenti all’AMMI. Uno degli strumenti costruiti nell’ambito del corso, rimarrà di proprietà della Regione Sardegna.

Il laboratorio di costruzione ha comportato notevoli problemi dovuti al fatto che la realizzazione ex-novo di piani a cilindro non avveniva perlomeno dai primi decenni del ‘900: finora si era sempre intervenuti allo scopo di rendere funzionali strumenti già esistenti. Esso dunque ha richiesto un importante e delicato lavoro preparatorio da parte dell’AMMI, sia per la realizzazione del progetto grafico (affidato ad Alessandro Rossi), sia per la produzione delle complesse parti meccaniche e della parte lignea da fornire ai docenti del corso, che nelle ore di laboratorio le hanno assemblate.

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La prima parte del laboratorio di costruzione, volta a introdurre gli studenti ai problemi inerenti la realizzazione di uno strumento a cilindro chiodato, ha visto la costruzione del clin-clan, il piccolo strumento a lamine metalliche percosse da martelletti mossi da un cilindro chiodato, ideato da Marco Gianotto. Successivamente sono state illustrate nel dettaglio le componenti del piano a cilindro da costruire e la loro funzione utilizzando un software interattivo con modello virtuale tridimensionale, realizzato da Alessandro Rossi. Infine si è proceduto alla costruzione degli strumenti veri e propri e alla musicatura dei relativi cilindri.

Il laboratorio di restauro invece prevede l’intervento su strumenti con caratteristiche e problemi diversi. Si tratta di due spalloni, rispettivamente con cambiamusiche a ghigliottina e a lumaca, un piano a cilindro a manovella Fassone di Napoli, un piano a cilindro Gorli di Como funzionante sia a manovella, sia con motore a molla e infine un piccolo piano a cilindro De Vecchi di Verona con motore a molla.

Nonostante le numerose difficoltà che la realizzazione di questo primo corso ha comportato, l’AMMI ha accettato la sfida, allo scopo di favorire la divulgazione delle conoscenze e delle professionalità riguardanti la musica meccanica, con lo spirito pionieristico che da sempre la caratterizza. Ci auguriamo che questa prima esperienza sia servita a consolidare la nostra professionalità nell’attività didattica e che porti ad avviare una seria sperimentazione sulla costruzione dei piani a cilindro, come già detto interrotta ormai da numerosi decenni, utilizzando anche le moderne tecnologie che oggi l’informatica ci mette a disposizione.

Cristina Ghirardini (Dicembre 2006)

II° fase del corso: il restauro di piani a cilindro --->