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Corso di Musicatura del maestro
Vittorio Bonafede

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AMMI, grazie al supporto insostituibile del maestro
Vittorio Bonafede,
e in collaborazione con il Comune di Longiano (FC),
ha organizzato nel 2002 il
“1° Corso di Musicatura per pianola a cilindro”.


Tale corso, tenutosi nei locali dell’ex pescheria di Longiano, ha avuto la finalità di riscoprire, salvare e trasmettere l’antica arte di trasferire le note musicali di uno spartito su un cilindro chiodato.
L’arte della musicatura era caduta in disuso con il declino della musica meccanica e gli artigiani che la tramandavano si erano visti costretti a cambiare mestiere: a distanza di tanti anni quest’ arte sembrava ormai perduta per sempre.

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Il punto di svolta fu segnato dall’incontro di AMMI con il maestro Vittorio Bonafede, erede di una lunga storia strettamente legata alla musica meccanica.
Il nonno Giuseppe nel 1890 fondò a Roma un’ azienda che acquistava pianole e le affittava a giornata agli ambulanti che andavano a suonare per le strade. Nel 1935, alla morte del nonno, il padre di Vittorio ne rilevò l’ attività.
Nello stesso anno nasceva Vittorio, ultimo di otto fratelli. L’ azienda era florida, con 20 strumenti che ogni mattina uscivano a suonare per le strade e alla sera rientravano lasciando l’affitto giornaliero. Unica persona addetta nell’azienda, un operaio che aggiornava i cilindri con le ultime canzoni in voga e faceva la normale manutenzione necessaria.
Vittorio all’età di 11 anni andò a scuola di musica presso una pianista amica di famiglia, all’età di 13 anni aveva già iniziato a piantare i primi chiodi e all’età di 15 anni entrò definitivamente nell’attività familiare affiancando prima e sostituendo poi l’ operaio che non era un grande musicista.
Vittorio ricorda di aver lavorato per grandi film e grandi registi: tutti gli organetti che suonano nei film di De Sica, Totò, Modugno, Fabrizi... e le musiche originali che essi suonano sono suoi.
A vent’anni dovette lasciare tutto, chiamato a fare il servizio militare, e quando tornò verso la fine degli anni 50, dopo due anni, la musica meccanica era praticamente morta.
Venduti tutti gli strumenti Vittorio dovette inventarsi un altro mestiere. I suoi pianini, come li chiama lui, sono tutti venduti ma non dimenticati, come non venne dimenticata la sua tecnica di musicatore di pianole a cilindro.

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Vittorio Bonafede, nella sua antica arte di musicatore, si rifà alla scuola di padre Engremelle, monaco francese del 1740; mentre per quel che riguarda la “riduzione” e “l’adattamento” dei brani o la composizione inedita di questi, è solamente il suo buon gusto e la sua pluridecennale esperienza a guidarlo.

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Al “Corso di Musicatura” del 2002 hanno partecipato tre allievi, di cui due italiani (Marco Gianotto e Franco Federiconi) ed un belga (Luciano Caira).
A loro il maestro Vittorio Bonafede ha insegnato generosamente e senza riserve tutti i segreti che trasformano un’attività manuale in arte.

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Purtroppo il 15 dicembre 2003, a Roma, il maestro Vittorio Bonafede è scomparso lasciando un vuoto incolmabile.... Come unica consolazione rimane il fatto che la sua arte non è andata perduta ma continuerà a vivere grazie alle persona a cui è stata insegnata e che la tramanderanno alle generazioni future.