Restauro del piano a cilindro Mola
di Giuseppe Garibaldi

Restauratore:
Dino Gianotto
e Mauro Baldazza
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Il
Restauro
Nel 2003 la Soprintendenza dei Beni Culturali di Sassari
decise di restaurare il grammofono appartenuto alla figlia
dell’eroe dei due mondi, l’Ariston e il piano a cilindro
dell’eroe dei due mondi che, a causa delle pessime
condizioni in cui si trovavano, erano divenuti strumenti
musicali muti.
A causa dell’oblio prettamente italiano in cui è caduta la
musica meccanica, non è semplice trovare professionisti in
grado di restaurare in modo completo e competente gli
strumenti meccanici, ed è per questo che la soprintendenza
dei beni culturali di Sassari si rivolse all’ AMMI: unica
associazione culturale di musica meccanica in tutta Italia.
Il primo dei tre restauri ha interessato l’Ariston,
prelevato dalla casa garibaldina di Caprera
nel 2003,
riconsegnato nel febbraio 2004 e restaurato da
Mauro Baldazza e Dino
Gianotto.
Il secondo dei tre restauri è stato rivolto, invece, al
piano a cilindro.
Il lavoro di restauro, rigorosamente conservativo, ha
interessato sia le parti meccaniche e di lettura, sia la
parte estetica ed è stato eseguito da un’equipe di
professionisti.
Il piano a cilindro è stato riconsegnato funzionante e, nel
2007, verrà corredato da un secondo cilindro chiodato da
Marco Gianotto e che conterrà la melodia dell’Inno di
Garibaldi ed altre arie coeve allo strumento.
Relazione
tecnica sul restauro del piano a cilindro
Mola di Giuseppe Garibaldi
Il restauro del piano a cilindro MOLA, ha richiesto
particolare attenzione perché lo strumento per molto tempo
(troppo) ha soggiornato in un ambiente stracarico di
umidità che ne ha compromesso il funzionamento e arrecato
danni gravi.
La prima operazione effettuata è stata quindi quella di
sistemarlo in ambiente idoneo a fargli smaltire lumidità
graduando lintervento in
modo da non fargli subire traumi dovuti a bruschi salti di
temperatura.
Stabilizzata questa prima operazione si è passati ad un
accurato esame delle parti al fine di avere esatta
cognizione delle reali condizioni di conservazione e,
conseguentemente, poter decidere quali interventi adottare
per un corretto restauro. Il referto che ne è derivato non
è stato consolante.
La struttura portante posteriore della pianola (piantoni)
presentava per tutta la parte bassa gravissimi danni
derivanti in parte da tarli ma soprattutto da umidità; il
tutto condito da un intervento di
rafforzamento desolante. Aggiunta di pezzi di legno messi a
tamponare la struttura posizionati in modo inadeguato e
privi di ancoraggi sicuri, integrati da abnormi
quantitativi di colla
utilizzata come se dovesse essere malta da intonaco.

Sopra: Piantoni prima del
restauro

Sopra: Piantoni durante e dopo il
restauro
Una
infiltrazione di acqua partita dalla tre quarti destra del
somiere, ha scavalcato il capo tasto ed è scesa
diagonalmente sulla tavola armonica seguendo il ponte per
terminare sulla centina inferiore. Tutte le parti
interessate da questo flusso di acqua hanno subito un
ulteriore danno consistente nellavvelenamento da ruggine
di parte del somiere, di una grave deformazione della
tavola armonica e gravissima marcescenza della centina.
Le corde risultano attaccate in modo rilevante dalla
ruggine con conseguente inidoneità ad essere riutilizzate.
La martelliera presenta un inspiegabile intervento
consistente nel riscaldamento di tutti i vani di
scorrimento dei martelli (fino a giungere alla bruciatura)
quasi si volesse con questa operazione
tentarne uno smontaggio finalizzato a recuperarne i giochi
eccessivi.
Si presume che l'operatore non abbia capito quali
operazioni dovesse eseguire per effettuare uno smontaggio
opportuno. Il risultato è consistito in un grave danno del
manufatto seguito da un tentativo di rimessa in pristino
mediante l inserzione di viti di fissaggio anche queste
posizionate in posti del tutto inadeguati che hanno recato
ulteriori danni.
Un intervento effettuato sui martelli infine (ricopertura)
conferma ancora di più il fatto che ad eseguirlo sia stata
persona animata sì da buona volontà, ma priva di opportune
conoscenze della materia. È mancante una noce, due aste e
due un martelli. Al momento di quasi tutti i martelli
restanti risultano recuperabili soltanto le anime in legno.

Prima del restauro_______________
Dopo il restauro

Prima del restauro_______________
Dopo il restauro

Prima del restauro_______________
Dopo il restauro

Prima del restauro_______________
Dopo il restauro

Prima del restauro
Dopo il restauro
La centina
oltre ad essere gravemente intaccata dai tarli e marcia a
causa dellacqua assorbita, è stata fissata ( o almeno il
tentativo è stato quello), con bulloni passanti che
terminavano non sui piantoni ma su tamponi aggiunti per
giunta non convenientemente fissati.
E stato aggiunto, forse per un tentativo di rafforzamento
della struttura, nella parte inferiore destra un fazzoletto
di truciolare!?!?
Per quanto attiene alla meccanica riferita alla parte degli
organismi deputati a imprimere il moto rotatorio al
cilindro, si riscontra un danno alla vite senza fine
consistente nella rottura di due filetti, e deformazioni
allingranaggio per la maggior parte dovuti allusura da
funzionamento.
Il cilindro presenta una pronunciata brutta crepa
longitudinale frastagliata ed altre di minore importanza
sempre nello stesso senso.
Altre crepe si riscontrano sulle testate e sotto
allingranaggio di trazione. Ruggine infine su ogni parte
metallica in ferro.

Sopra: il mobile dello strumento dopo il restauro
Il mobile è
discretamente conservato nella parte alta mentre nella
parte bassa evidenzia attacchi da tarli e sulla destra
gravi
marcescenze al piede. Le due colonnine sistemate fra i
piedi ed il vano cilindro risultano già state rifatte e
riposizionate alla buona senza gli opportuni incastri
Restauro
Prima di iniziare il restauro si è discusso a lungo circa
gli interventi da fare e vi è da dire che non sempre lo
scrivente era daccordo con il tecnico delle sovrintendenza
di Sassari, signor
Pietro Usai, (al quale
vanno i miei migliori ringraziamenti per i suggerimenti che
mi ha fornito) ma alla fine ci siamo trovati daccordo su
tutto senza riserve.
Tutti gli interventi sono stati finalizzati alla
conservazione dello strumento ponendo in essere il massimo
rispetto per l'opera.
Per prima cosa
si è provveduto allo smontaggio del cilindro, della vite
senza fine, della martelliera e di tutte le parti
meccaniche esterne (dispositivo a ghigliottina per il
cambio dei motivi e manovella).
Loperazione successiva è stata quella di staccare il
mobile dalla struttura portante mediante scollaggio a
freddo delle parti.
Messo da parte il mobile si è provveduto alla rimozione
della tavola armonica, del somiere e della centina. Con
questa operazione si è messa a nudo la struttura portante
che ha evidenziato i danni gravi ed irreversibili ai
piantoni tanto da consigliarne la loro sostituzione ( va
ricordato che a cose finite questa struttura deve resistere
ad una trazione di oltre tre tonnellate mantenendo integra
la sua rigidità, altrimenti lo strumento non sarebbe in
grado di conservare nel tempo unadeguata accordatura.
Per i piantoni della struttura portante si è utilizzata la
stessa qualità di legno (nel caso pino) e a differenza
degli originali che erano formati da due tavole incollate
fra loro, si è optato per la loro formazione di raggiungere
lopportuno spessore utilizzando non
più due ma bensì tre tavole incollate.
Questa tecnica assicura una maggiore stabilità alle
deformazioni.
Con lo stesso sistema si sono realizzati i tamponi, sia
quelli superiori che quelli inferiori.
Il passo successivo è stato quello di assemblare queste
parti appena descritte fra di loro.
Per quanto
attiene al somiere si sono fatte prove per tentare di
recuperarne la funzionalità. Purtroppo il troppo tempo
durante il quale è stato esposto allumidità e
linfiltrazione di acqua che lo ha percorso, ha fatto in
modo che il legno attorno alle caviglie si impregnasse di
uno strato consistente di ruggine, tanto da impedirne una
eventuale riutilizzo che avrebbe comportato un allargamento
dei fori ad un diametro non più consono ad ospitare le
caviglie.
Dal somiere è stato comunque recuperato il capotasto che è
stato riportato su quello nuovo.
Tavola
armonica
La tavola armonica che, come già detto, risultava fessurata
in tutte le sue giunzioni è stata smontata in tutte le sue
parti, tavolette, bordini, catene. Sono state messe in
forma quelle tavole che risultavano deformate e
successivamente si è provveduto al loro
incollaggio; successivamente alla tavola è stata applicato
il ponte ed infine, dopo averla posizionata in apposita
culla, gli sono state incollate le catene per ottenerne
lesatta curvatura.
Idonea verniciatura ha completato lopera.
La centina inferiore, praticamente inconsistente, è stata
rifatta esattamente come loriginale e riposizionata
perfettamente a combaciare con la parte inferiore della
tavola armonica.
Il fazzoletto inferiore di truciolare, posto forse per un
tentativo di rinforzo non è stato ripristinato.
Martelliera
La martelliera è stata completamente smontata e risarcita
delle parti rotte o mancanti. Si è provveduto a rifare la
fresatura per il filo di tenuta dei martelli ed a
sostituirlo con altro di diametro leggermente superiore per
poster riprendere i giochi. Tutti i buchi che erano serviti
per posizionare viti incoerenti con il manufatto sono stati
chiusi con tenoncini.

Prima del restauro_______________
Dopo il restauro

Prima del restauro_______________
Dopo il restauro
La struttura è
stata ripristinata ed incollata come in origine.
I martelli sono stati infeltrati ed impellati come in
origine e si è provveduto a ricostruire quelli mancanti.
Meccanica

Prima del restauro_______________
Dopo il restauro
Alla vite senza
fine sono stati ripristinati i due filetti rotti mediante
inserzione di tasselli di legno che sono stati poi
modellati a seguire il filetto originale. Anche
allingranaggio del cilindro è stato riportato un tassello
per riprendere alcuni denti che risultavano usurati e non
più idonei a sopportare lo sforzo dellavanzamento.
Somiere
Il somiere è stato posizionato sulla struttura portante
mediante collaggio ed assicurato ulteriormente alla coperta
con inserzioni trasversali di legno con forma a coda di
rondine .
Cilindro



Sopra: il cilindro prima del restauro. Possono notarsi
i numerosi crepi


Sopra: il cilindro dopo il restauro.
Per la crepa
più consistente del cilindro si è provveduto a praticare
una fresatura adeguata a V ed a inserire opportuno
listellino sagomato.
Anche tutte le altre crepe sono state risarcite con
linserzione di legnetti, così anche quelle che si
trovavano sotto le due testate di ottone.
Per quanto attiene invece al ripristino dei chiodi
mancanti, al loro corretto posizionamento riferito alla
tastiera, il manufatto è stato affidato al musicista M.o
Marco Gianotto .
Dino Gianotto