andati distrutti, abbandonati nelle cantine o
dormivano nelle soffitte in mezzo alla polvere e
alla muffa. Tutto dimenticato, tutto finito.
Una civiltà, una cultura scomparsa. Sconosciuta
alle nuove generazioni.
Poi
arriva Franco. Franco Severi.
Nasce l'Ammi
Prima dell’AMMI non c’era niente.
Per le strade e nelle case non si udivano da
decenni il suono dei martelletti, il battere dei
chiodi, il soffio dei mantici che mandavano musica
dai fori degli organetti. Strumenti nati per
rompere il silenzio di una civiltà agreste senza
suoni e senza rumori estranei alla natura,
erano
All’inizio accompagnato solo dalla sua passione incontrollata, in seguito con alcuni amici fedeli, riscopre e riporta alla luce e alla conoscenza di grandi folle la musica meccanica. Gli organetti tornano a vivere una lieta stagione di rinascita.
Dopo i primi timidi passi, con le prime sparute uscite a suonare in qualche festa in piazze deserte dai pochi
passanti annoiati e disinteressati, arriva la
grande idea e l’impresa di un manipolo di
coraggiosi che organizzano il
I° Festival di Longiano.
Siamo nel
1997.
Da quel momento inizia la nostra storia vera.
Nel 1998 nasce ufficialmente l’Associazione Musica
Meccanica Italiana(AMMI)
Il manipolo di amici si amplia, il numero degli iscritti aumenta, le iniziative sempre più numerose.
Arrivano altri festival, Lecco, Iseo, Ferrara e altre località italiane. L’associazione da italiana diventa internazionale
Poi il mercatino di Longiano,
le scuole per apprendisti, il corso in
Sardegna,
e mille altre invenzioni che animano la vita
dell’Associazione.
Nella
pagina "10 anni di iniziative" di questo sito le
troverete elencate e illustrate.
Infine, dal 2007, Villa Silvia.
L’AMMI finalmente ha trovato casa.
Non più ospite, gradita, in casa del suo
presidente, ma collocata in un luogo prestigioso e
tutto suo. Con uffici adeguati, sala esposizione e
mostra, aula per convegni e convivi, sulle colline
di Cesena, dove si respira storia e arte. Grati al
Sindaco Conti e alla città di Cesena che ci ospita
in questa prestigiosa villa dove era solito passare
le vacanze estive
il poeta Giosuè Carducci.
Se
i numeri hanno un loro valore, e l’hanno, questi
dieci anni hanno significato tanto, con un bilancio
di attività e iniziative tese tutte alla riscoperta
di una forma d’arte negletta e scomparsa. La musica
meccanica.
Tutto è avvenuto all’insegna del volontariato,
della solidarietà e amicizia. Si può a buon diritto
ripetere ciò che altri fecero più solennemente che
mai pochi fecero così tanto.
Guido Pedrelli